Tutto ciò che si deve sapere sull’invalidità civile

Molto spesso di tende a confondere quello che è l’assegno di invalidità o la pensione di inabilità (prestazioni previdenziali) con l’assegno o pensione di invalidità civile (prestazioni assistenziali). Vediamo quindi di fare chiarezza su questo argomento.

 

Allo scopo di tutelare il diritto al mantenimento e all’assistenza sociale dei cittadini residenti in Italia resi parzialmente o completamente inabili al lavoro per minorazioni di tipo psico-fisico, lo Stato italiano mette a disposizione dei cittadini in difficoltà una serie di prestazioni economiche (pensioni, assegni o indennità) e non economiche (agevolazioni fiscali, assistenza sanitaria ed esenzione dal ticket, possibilità di fruizione per i familiari dei permessi dell’ex legge 104/1992, collocamento obbligatorio a lavoro). 

Possono in particolar modo usufruirne, secondo le peculiarità specifiche della propria “categoria” di appartenenza: 

 

  • mutilati e invalidi civili che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa pari almeno adunata terzo (33%)
  • ciechi civili
  • sordi

 

Ma quali sono e come vengono stabilite le prestazioni a cui si ha diritto?

 

Il grado di invalidità riconosciuto è determinante per stabilire a quali prestazioni il richiedente ha diritto. le prestazioni di tipo economico, infatti, vengono riconosciute solo nei casi di invalidità più gravi (74% – 100%) e a seguito della verifica reddituale del richiedente.

Più precisamente, percentuali di invalidità e benefici ottenibili sono così correlati:

 

  • fino al 33%, nessun riconoscimento;
     
  • dal 33 al 73%, assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali; 
     
  • dal 46%, iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l’Impiego per l’assunzione agevolata; 
     
  • dal 66% ,esenzione dal ticket sanitario; 
     
  • dal 74% al 100%,prestazioni economiche. 

 

Le prestazioni economiche

 

Per gli invalidi civili:

  • pensione di inabilità (invalidi totali);
  • indennità di frequenza (minori invalidi);
  • assegno mensile (invalidi parziali);
  • indennità di accompagnamento.

Per i ciechi civili: 

  • pensione ai ciechi assoluti;
  • pensione ai ciechi parziali;
  • indennità speciale;
  • indennità di accompagnamento.

Per i sordi (sordomuti): 

  • pensione; 
  • indennità di comunicazione.

 

Le prestazioni economiche per gli invalidi civili

 

Nel caso di invalidità totale (100%) e permanente, l’INPS riconosce la cosiddetta pensione di inabilità per invalidi civili (da non confondersi con la pensione di inabilità previdenziale), erogata su domanda agli invalidi totali di età compresa tra i 18 anni e i 67 anni (termine correlato all’età pensionabile e pertanto soggetto a variazioni in base all’aspettativa di vita), che si trovino in stato di bisogno economico. Per il 2020, l’importo è di 286,81 euro mensili (in via di approvazione un aumento di 230,00 euro mensili) erogati per 13 mensilità; al compimento dell’età anagrafica per il diritto all’assegno sociale, l’importo è adeguato a quest’ultimo.

I limiti di reddito annuali sono invece fissati per l’anno in corso a 16.982,49 euro, che scendono a 4.962,35 euro nel caso degli invalidi parziali. 

 

Attenzione! Per i casi di inabilità totale tali da rendere impossibile perfino il deambulare senza un accompagnatore o il compimento dei normali atti di vita quotidiana, può essere prevista l’indennità di accompagnamento, comunque compatibile e cumulabile con la pensione di inabilità, con le pensioni e le indennità di accompagnamento per i ciechi totali o parziali .

 

Agli invalidi parziali (riduzione delle capacità lavorativa compresa tra il 74% e il 99%) che soddisfino i requisiti sanitari e socio-economici previsti è invece corrisposta un’altra prestazione economica a carattere assistenziale, l’assegno mensile di assistenza per invalidità civile. 

Anche in questo caso i limiti anagrafici sono fissati tra i 18 anni e i 67 anni (soglia soggetta a revisione periodica) e l’importo è pari a 286,81 euro erogati per 13 mensilità. 

 

Attenzione! L’assegno mensile non è compatibile con le pensioni dirette di invalidità: spetta tuttavia al beneficiario la scelta della rendita a lui più favorevole. 

 

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