Riscatto in caso di decesso dell’iscritto a un fondo pensione

Domanda:

Mara. Ho 28 anni e sono figlia unica di genitori divorziati da circa 10 anni. Lo scorso mese di aprile è venuto a mancare mio padre e l’avvocato che sta seguendo la successione mi ha detto che la posizione che aveva maturato nel fondo chiuso a cui era iscritto da 15 anni deve essere divisa al 50% con la sua convivente perché così è stato disposto nel testamento. E’ possibile questo? Mi sembrava che spettasse all’erede legittimo, o no? Grazie per la risposta.

Risposta

La prevalenza, o meno, del diritto al riscatto degli eredi legittimi rispetto ai beneficiari designati con testamento è stata, in effetti, fonte di numerose perplessità. La COVIP ha ritenuto di dover dare una propria interpretazione alla norma con un documento ufficiale dove si afferma che la ratio della norma sia indirizzata alla valorizzazione della volontà dell’aderente. Infatti, in essa non deve essere ravvisato un criterio di prevalenza degli eredi rispetto ai diversi beneficiari designati. In conseguenza di tale interpretazione, purtroppo, il riscatto avviene in favore degli eredi legittimi solo in caso non risulti diversa disposizione esplicitata dall’aderente. Diversa è la norma che invece regola la pensione pubblica ai superstiti.