Previdenza complementare: rendita da Fondo pensione o da polizza vita?

 

 

Quando si tratta di scegliere tra una rendita da incassare vita natural durante e un capitale da mettere subito in tasca gli italiani non hanno dubbi: meglio i contanti.

E’ quello che emerge dalle elaborazioni effettuate periodicamente dall’ANIA, l’associazione tra le Compagnie di assicurazione. Nel triennio 2013 – 2015 sul numero complessivo di contratti vita, in forma di capitale, in scadenza la propensione alla rendita è stata lo 0,032%! Si, avete letto bene, lo 0,032% dei contratti hanno visto esercitare l’opzione in rendita.

 

Una scelta di convenienza o è solo questione di cultura?

 

Quando si parla di una rendita vitalizia non si può parlare di “convenienza”, se intesa come differenza tra l’importo versato e quanto ricevuto, perché questo è in funzione esclusivamente della “vita residua” che ciascuno avrà dall’inizio della fase di godimento.

Senza scomodare gli attuari e fare calcoli complessi, possiamo semplificare al massimo dicendo che una rendita vitalizia è calcolata suddividendo il capitale accumulato per un numero di anni pari alla differenza tra l’età dell’assicurato e l’età di vita media; per esempio, un uomo di 65 anni, con una vita media di 16 anni, avrà una rendita calcolata dividendo il capitale di 100.000,00 euro per 16 anni, ossia pari a 6.250,00 euro. Evidentemente se la sopravvivenza del  soggetto sarà oltre l’81° anno di età la “convenienza” ci sarà stata, in caso contrario no.

 

Capitale o rendita? La scelta migliore

 

In verità non c’è una risposta univoca, perché molto dipende dalla situazione del singolo e dalle sue esigenze

Se accantoniamo per un attimo l’emotività con cui spesso conviviamo e proviamo a concentrarci sulla razionalità, la scelta migliore è quella che risponde all’esigenza che avevamo quando abbiamo stipulato il contratto o, se cambiata, alla scadenza. Se il bisogno era ed è quello di garantire un’entrata certa, vita natural durante, a potere d’acquisto costante, senza dover pensare più a nulla, non c’è alcun dubbio che la scelta  migliore rimane la rendita vitalizia.

 

Dov’è meglio accantonare il risparmio per costituirsi una rendita vitalizia?

 

Detto che una rendita vitalizia è determinata da un capitale cui viene applicato un “coefficiente di conversione” in relazione all’età dell’assicurato (vita media residua) diventa importante capire  quale tipo di strumento scegliere: finanziario o assicurativo.

E qui le considerazioni da fare sono tante ma non devono riguardare i possibili rendimenti futuri quanto piuttosto le diverse caratteristiche intrinseche di ciascun strumento che meglio possono rispondere alle aspettative e ai criteri d’acquisto del cliente

Non siamo tutti uguali, non abbiamo le stesse aspettative e criteri d’acquisto e il lavoro di un “vero” consulente consiste proprio nel cercare di capire quale strumento abbia le caratteristiche per rispondere meglio alle esigenze del singolo. 

 

Infoprevidenza ha organizzato per il 2 maggio un webinar che ha come obbiettivo quello di comprendere quali differenze ci possono essere tra costruire una rendita vitalizia attraverso un fondo pensione piuttosto che una polizza vita.

 

Per maggiori informazioni e iscrizioni clicca qui.

 

 

 

 

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