Previdenza complementare: lo stato dell’arte

Scende il numero dei fondi pensione in Italia. Alla fine del 2017 si contavano 415 forme di previdenza complementare (37 in meno rispetto al 2016):

  • 35 fondi chiusi
  • 43 fondi aperti
  • 77 piani individuali pensionistici (PIP)
  • 259 fondi preesistenti (diminuiti di 35 unità)
  • Fondinps

che gestiscono risorse per 162,3 miliardi di euro, in aumento del 7,3% rispetto all’anno precedente, un patrimonio pari al 9,5% del PIL e al 3,7% delle attività finanziarie delle famiglie.

 

Gli iscritti

 

I dati emergono dal consueto rapporto annuale della Covip, la commissione di vigilanza sui fondi pensione, che è stato presentato giovedì 7 giugno, che segnala tuttavia la crescita degli iscritti alla previdenza complementare (+679.000): 7,6 milioni a fine 2017, pari a un aumento del 6,1% rispetto all’anno precedente, per un totale di circa 8,3 milioni di posizioni in essere, che includono però anche posizioni doppie o multiple relative a uno stesso iscritto. Ad attrarre nuovi sottoscrittori sono stati soprattutto i PIP (quasi 3 milioni; +7,6% rispetto al 2016) e i fondi negoziali (quasi 2,8 milioni; +7,8%), questi ultimi grazie alle nuove adesioni contrattuali; seguono i fondi aperti a quota 1,3 milioni (+9,2%) e i fondi preesistenti a 610.000. 

 

Le entrate

 

I contributi raccolti nell’anno sono pari a 14,9 miliardi di euro (2.620 euro all’anno per singolo iscritto), di cui quasi tre quarti sono confluite nelle forme previdenziali di nuova istituzione. In dettaglio, i contributi destinati ai fondi aperti e ai PIP sono cresciuti di circa il 9%, mentre l’incremento nei fondi negoziali è stato pari soltanto al 3,5%. Covip nel rapporto spiega quest’ultima percentuale con “il forte aumento delle iscrizioni conseguenti all’introduzione dell’adesione contrattuale” che si è tradotto “in un aumento modesto dei flussi contributivi”. Il numero delle posizioni “ferme”, sulle quali nel corso dell’anno non sono confluiti versamenti, è pari a 2,1 milioni (+14%), mentre il 23,5% del totale degli iscritti alla previdenza complementare (1,8 milioni) non ha effettuato contribuzioni nel 2017.

 

Le uscite

 

Le voci di uscita per la gestione previdenziale ammontano invece a 7,6 miliardi di euro. Le prestazioni pensionistiche sono state erogate in capitale per 2,6 miliardi di euro e in rendita per circa 700 milioni di euro.

I riscatti nel 2017 sono pari a quasi 2,2 miliardi di euro, mentre le anticipazioni  sono pari a oltre 2 miliardi di euro.

Qual è, infine, la tipologia di chi si rivolge alla previdenza complementare? Gli uomini sono il 62,3% degli iscritti alla previdenza complementare, a fronte del 57,7% di donne, mentre in termini di distribuzione per età e per area geografica di residenza, la maggior parte degli iscritti si concentra nelle fasce d’età centrali (35-54 anni; 56,3%) e al Nord (56,8%).

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