Perché Boeri sbaglia sul cambiamento della riforma Fornero

superstitiIl presidente dell’INPS, Tito Boeri, parla di quattro buone ragioni per procedere alla revisione della riforma Fornero in un’intervista pubblicata sul “Gazzettino”.

Analizziamoli e cerchiamo di capire perché  non siamo d’accordo sulla sua proposta.

Ecco il motivo numero 1. “Il primo – ha spiegato Boeri – puntare ad abbassare il debito pensionistico per non penalizzare a vita  chi accede oggi al mondo del lavoro.

  • Il debito pensionistico è stato il primo obiettivo della riforma Fornero, tanto che la spesa sul PIL diminuirà di due punti percentuali sul PIL nei prossimi anni.

Il motivo numero 2 per intervenire sulla riforma Fornero “perché siamo dell’idea che chi non ha più voglia di lavorare esca dalla produzione permettendo un giusto ricambio” . Un’operazione di maggiore flessibilità in uscita, che aprirebbe le porte del mondo del lavoro ai giovani, penalizzati (sempre secondo il presidente dell’INPS) dalla troppa rigidità in uscita della riforma Fornero che ha fatto crescere a dismisura la disoccupazione giovanile.

  • Un’intervento sulla maggiore flessibilità in uscita comporta sicuramente un risparmio nel lungo periodo (importo della pensione più basso) ma nell’immediato necessita di una copertura finanziaria che non c’è.
  • I lavoratori di età avanzato sono, generalmente, quelli con maggiore esperienza lavorativa e molto difficilmente possono essere rimpiazzati dai giovani di prima occupazione.
  • La causa principale dela disoccupazione giovanile non è certamente la riforma Fornero, bensì la mancanza assoluta di una politica seria che incentivi la produzione e di conseguenza crei nuovi posti di lavoro.

Il motivo numero 3 è la necessità di procedere con la revisione del sistema previdenziale verso una maggiore equità. “I politici – ha detto Boeri – devono avere la pensione come tutti gli altri, niente di più e niente di meno”. Equità nei trattamenti e ricalcolo della pensione con “criteri contributivi”.

  • Siamo pienamente d’accordo, peccato solo che l’ostacolo da superare siano i cosi detti “diritti acquisiti”. Quello che non riusciamo a comprendere è però cosa c’entri la riforma Fornero con tutto questo: si da’ il caso che sia stata proprio questa riforma ad introdurre equità nei trattamenti previdenziali con il sistema contributivo per tutti.

Il motivo numero 4, in ultimo, è quello delle “ricongiunzioni” a costo zero. “Con la nostra riforma – ha detto Boeri  illustrando il piano INPS – permettiamo la ricongiunzione delle varie gestioni a costo zero”.

  • Anche il tema delle ricongiunzioni non ha nulla in comune con la riforma Fornero. In secondo luogo la ricongiunzione deve obbligatoriamente avere un costo rappresentato dal maggior onere (ove vi sia) che la gestione presso cui si ricongiunge deve sopportare per eventuali condizioni migliori di pensionamento.

 

 

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