Pensioni: ancora scontro Cazzola – Alessandrucci

cazzola alessandrucciNon si placa lo scontro sulle pensioni. La riforma Fornero e le possibili revisioni sono al centro dei dibattiti nelle trasmissioni televisive e sono l’oggetto delle due manifestazioni organizzate, rispettivamente il 1° e il 2 aprile, da Matteo Salvini e dai sindacati. Il primo ha deciso di armarsi di megafoni e magliette per andare “sotto casa” dell’ex Ministro con l’intento di convincere il Governo a cancellare l'”infamia” della legge Fornero che, a suo dire, ha distrutto la vita a molte persone. I sindacati hanno deciso di appoggiare i lavoratori nelle richieste al Governo per una maggiore “flessibilità” in uscita, turnover generazionale, quota 41, pensioni dignitose per tutti.

Nel corso della puntata del 29 marzo scorso a “Dimartedì”, condotta da Giovanni Floris, non sono mancati gli scontri accesi tra l’Alessandrucci (presidente COLAP) e l’economista Giuliano Cazzola. I due si sono reciprocamente lanciati battutine “al vetriolo” non solo in tema di pensioni, ma anche parlando di lavoro autonomo e partite IVA.

La soluzione per riformare la legge Fornero

A domanda di Cazzolaci indichi lei il modo per riformare la legge Fornero” l’Alessandrucci ha risposto: ” correttivi all’infinito non servono per un sistema sostenibile, le risorse finanziarie per mandare in pensione prima i lavoratori si possono trovare utilizzando il sistema contributivo per tutti, anche per ricalcolare il vitalizio dei parlamentari. Rivediamo – ha proseguito l’Alessandrucci – “in due parametri anzianità contributiva e anagrafica secondo un’ottica di contributivo con soglia minima. La flessibilità è importante ma non deve gravare sul sistema, vanno risolti i problemi dei precoci, degli esodati, vanno valorizzate le donne, le ricongiunzioni non devono essere onerose. Tanto si può fare, dice Alessandrucci, aprendo a un confronto con il Governo. Molte idee ci sono e molto si potrebbe fare, noi siamo pronti a discutere, ascioltare e proporre, ma non possiamo farlo da soli”.

Grave che un economista commetta certi errori

Cazzola ha parlato dei redditi dei professionisti iscritti all’Adepp (l’associazione che raggruppa la maggior parte delle Casse dei liberi professionisti, medici, notai, ingegneri e architetti, veterinari, farmacisti e così via) affermando che “chi guadagna di più sono le partite IVA tra i 50 e 60 anni di età”. Alessandrucci ha risposto che “l’esempio di Cazzola non è certo calzante, basta andare a parlare con molti giovani avvocati, commercialisti e chieda a loro quale sia la condizione economica in cui si trovano; tra l’altro Cazzola ha fatto un altro grave errore perché credeva che tutte le partite IVA siano rappresentate nell’Adepp”.Così non è e magari fosse così” – ha aggiunto. “Le partite IVA della Gestione Separata sono i professionisti senza un ordine proprio e hanno molte  meno tutele sul piano previdenziale; sono due mondi molto diversi, con fabbisogni e realtà differenti, confonderle è un errore grave che un professore di economia non può permettersi”.

Considerazioni

La soluzione per riformare la legge Fornero, illustrata da Alessandrucci, tutto è tranne che una soluzione. Cosa significa “le risorse si trovano utilizzando il sistema contributivo per tutti?” Forse dovrebbe essere informata che il sistema contributivo è già in vigore, dal 2012, per tutti e questo proprio grazie alla legge Fornero.
Vanno risolti i problemi dei precoci, degli esodati, vanno valorizzate le donne, le ricongiunzioni non devono essere onerose.” Non pensiamo  che grazie ad Alessandrucci questi problemi siano venuti a galla; si tratta delle principali problematiche da affrontare, lo sanno tutti. Riguardo alla ricongiunzione, poi, Alessandrucci dovrebbe sapere, da esperta previdenziale, che il “costo” di questo istituto è determinato dalla “riserva matematica” necessaria alla gestione in cui si ricongiunge per pagare una pensione più onerosa e, qualche volta, anticipata rispetto alla normativa della gestione da cui si ricongiunge. E comunque il costo  è al netto dei contributi, rivalutati, che vengono trasferiti.
In ultimo, riguardo ai redditi dei professionisti, Cazzola ha chiaramente fatto riferimento a quei “professionisti senza ordine” che sono, quindi, iscritti presso la Gestione Separata Ines. Non credeva affatto che tutte le partite IVA  si trovino nella Gestione Separata. Una professionista preparata come lei dovrebbe prestare maggiore attenzione a quello che le viene detto.

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