Meglio la gestione separata o la Cassa rofessionale?

Gestione separata INPS o Cassa professionale?  Una domanda che numerosi professionisti si pongono dovendo scegliere che devono scegliere tra l’iscrizione presso la gestione separata, o l’iscrizione alla propria Cassa professionale.

 

Una domanda,peraltro, che in molti casi è impropria: i liberi professionisti non iscritti a un ordine, cioè i liberi professionisti senza cassa, ad esempio, non hanno la possibilità di versare in una gestione previdenziale di categoria, per cui la loro unica scelta è obbligata: la gestione separata. Al contrario, i liberi professionisti iscritti a un albo, nella maggior parte dei casi (secondo quanto dispone il regolamento della gestione previdenziale) sono obbligati a iscriversi alla cassa professionale. La scelta cade, quindi, sullo svolgimento, o meno, di un’attività riservata a particolari categorie di professionisti.

 

obbligo d’iscrizione alla Cassa professionale

Innanzitutto, bisogna  dire che svolgere una libera professione con iscrizione a un Albo (Avvocato, Ingegnere, Commercialista, eccetera) non comporta l’iscrizione alla gestione separata INPS  ma l’obbligo d’iscrizione alla propria Cassa professionale con relativo versamento dei contributi previsti.

Ci sono però delle casse professionali che non consentono l’iscrizione, se l’interessato versa già i contributi a una gestione previdenziale obbligatoria. Il regolamento di INARCASSA (Ingegneri e Architetti)A, ad esempio, prevede  che non deve versare contribuzione chi è iscritto a un’altra forma di previdenza obbligatoria diversa, in quanto l’iscrizione a Inarcassa è incompatibile con qualsiasi forma di previdenza obbligatoria. In pratica, se l’ingegnere o l’architetto è anche un imprenditore iscritto, ad esempio, alla gestione INPS commercianti (o ad altra gestione obbligatoria) deve versare ad INARCASSA il solo contributo integrativo (calcolato sul volume d’affari ai fini IVA)  mentre, per i redditi che derivano dalla libera professione, l’architetto o l’ingegnere è assoggettato alla gestione separata. 

 

obbligo d’iscrizione alla gestione separata

 

L’iscrizione alla gestione separata INPS è obbligatoria per chi non esercita un’attività professionale per la quale è obbligatoria anche l’iscrizione a un Albo professionale. L’iscrizione è inoltre obbligatoria per i lavoratori parasubordinati e per tutti coloro che non hanno una gestione previdenziale di riferimento.

 

Meglio gestione separata o Cassa professionale?

 

Per valutare la convenienza dobbiamo distinguere, da un lato, il risparmio sulla contribuzione e, dall’altro, l’impatto sull’importo della pensione.

 

Dal lato “costo contributivo” sicuramente l’iscrizione alla Cassa professionale comporta un minor esborso in quanto le aliquote contributiva, differenti da Cassa a Cassa, variano tra un 10% e un 15% del reddito professionale mentre, per il professionista iscritto alla gestione separata l’aliquota è del 25,72%.

Dal lato impatto sull’importo della pensione, i contributi versati nella gestione separata determinano una pensione contributiva basata sul montante accumulato mentre, per le Casse professionali il regime di calcolo è generalmente misto costituito da una quota retributiva e una contributiva (sono poche le Casse rimaste in un regime esclusivamente retributivo). Il periodo soggetto al regime contributivo varia da Cassa a Cassa, ad esempio per i ragionieri è in vigore dal 2004 mentre per gli Ingegneri dal 2013. 

 

Conclusioni

L’iscrizione presso la gestione Separata prevede un metodo di calcolo non  particolarmente favorevole, e l’aliquota (cioè la percentuale da applicare al reddito per determinare i contributi) è più pesante rispetto a quella applicata dalla generalità delle casse dei liberi professionisti. 

Ovviamente, a parità di sistema di calcolo (contributivo) e di reddito dichiarato, l’importo della pensione sarà più alto nella Gestione Separata come logica conseguenza di una maggiore contribuzione versata.

 

 

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