La prestazione finale in forma di capitale da parte di una forma di previdenza complementare

Riceviamo tante domande su come si determina l’importo che è possibile riscattare sotto forma di capitale da una forma di previdenza complementare e per questo abbiamo deciso di fare un po di chiarezza in materia.

 

Iniziamo da cosa dice la normativa: è possibile richiedere il riscatto sotto forma di capitale entro il limite del 50% del montante accumulato, il restante 50% deve essere obbligatoriamente convertito in rendita. Solo nel caso in cui la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante risultasse inferiore al 50% dell’assegno sociale in vigore al momento è possibile richiedere l’intera prestazione in forma di capitale.

 

Ecco allora la prima questione: nel caso siano state richieste delle anticipazioni nella fase di adesione il montante da prendere in considerazione è al netto o al lordo delle somme già anticipate?

A questo proposito la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 70/E del 2007 ha precisato che il riferimento al montante finale accumulato ai fini dell’ottenimento della prestazione interamente sotto forma di capitale è quello effettivamente esistente e non già l’importo virtuale della posizione al lordosi eventuali anticipazioni già fruite. Per cui se il montante finale fosse pari a 80.000,00 euro e le anticipazioni già richieste fossero state di 30.000,00 euro, la cifra su cui determinare l’importo della rendita è quella di 56.000,00 euro, ossia il 70% di 80.000,00 e non già di 110.000,00, come la logica dovrebbe insegnare. E’ del tutto evidente che questa interpretazione da e darà sempre più la possibilità di trovare la soluzione (molto semplice) per riscattare l’intera posizione maturata sotto forma di capitale.

 

La seconda questione che vogliamo affrontare riguarda su quale cifra si deve calcolare l’importo massimo erogabile come capitale, ovvero il 50% del montante finale. In questo caso la normativa prevede esattamente il contrario di quanto stabilito nel punto precedente , ossia per determinare il 50% erogabile come capitale massimo si deve prendere in considerazione sempre il montante effettivamente accumulato a cui però deve essere sottratto l’importo di eventuali anticipazioni già ricevute in fase di adesione.

Facciamo un esempio per comprendere. Ipotizziamo un montante effettivamente accumulato a scadenza di 110.000,00 euro e anticipazioni già percepite pari a 30.000,00 euro, in questo caso per determinare l’importo massimo erogabile in capitale è necessario detrarre i 30.000,00 euro di anticipazioni ricevute, per cui il calcolo deve essere fatto su 110.000,00 meno 30.000,00 = 80.000,00 euro e, di conseguenza, l’importo erogabile in capitale sarà di 40.000,00 euro (50% di 80.000,00), la restante somma di 70.000,00 euro dovrà essere convertita in rendita.

 

Nel caso, infine, in cui le somme percepite come anticipazioni fossero superiori all’ammontare finale accumulato, questo dovrà essere interamente erogato in rendita.

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