La pensione in Svizzera

In Svizzera esistono due sistema pensionistici obbligatori, a cui si aggiunge la possibilità di versare dei contributi volontari che si possono dedurre dall’imponibile in conti vincolati fino all’età del pensionamento. Questo sistema è chiamato dei “tre pilastri”.

 

Assicurazione di base AVS, il “primo pilastro”

 

L’assicurazione di base, detta Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), è gestita dallo Stato ed è finanziata con il sistema a ripartizione (cioè i contributi di chi lavora finanziano le rendite dei pensionati), e dovrebbe garantire a tutti il minimo esistenziale.

Si ha diritto a una rendita se sono stati versati contributi, che vengono prelevati dal salario, per almeno un anno. L’età ordinaria di pensionamento è di 65 anni per gli uomini e di 64 anni per le donne. L’ammontare della rendita dipende dagli anni contributivi, dal reddito da cui sono stati dedotti i contributi, e da eventuali accrediti per compiti educativi e assistenziali, variando così da un minimo mensile di Fr. 1175.- a un massimo di Fr. 2350.-, a cui si aggiunge eventualmente la rendita per i figli se al momento del pensionamento hanno meno di 25 anni e sono ancora in formazione. Normalmente gli anni contributivi sono 44. Ogni anno mancante comporta la riduzione della rendita di 1/44.

È possibile anticipare di 1 o 2 anni la riscossione della rendita AVS. Il prelievo anticipato comporta una riduzione del 6,8% (per 1 anno) o del 13,6% (per 2 anni) della rendita per tutta la durata del pensionamento. È possibile anche rinviare da 1 a 5 anni la riscossione della rendita AVS. In questo caso alla rendita sarà aggiunto un supplemento, determinato in base alla durata del differimento, per l’intera durata del pensionamento.

Il rimborso dei premi pagati è previsto solo per chi si stabilisce in paesi con in quali non è stata sottoscritta una convenzione di sicurezza sociale. Con i paesi dell’Unione europea, e quindi anche con l’Italia, esistono degli accordi che prevedono il versamento della rendita.

Chi ha lavorato in Svizzera per almeno 12 mesi riceverà quindi una rendita svizzera commisurata agli anni contributivi. Non è previsto il versamento di una indennità unica. Per rendite modeste si può chiedere il versamento di una somma annuale invece che mensile.

Chi ha lavorato in Svizzera, come frontaliero o residente poi rientrato in Italia, avrà quindi diritto a una pensione svizzera, commisurata agli anni contributivi in questo paese. Gli anni lavorati in Svizzera verranno considerati anche per maturare il diritto alla pensione italiana: chi ha lavorato nei due paesi riceverà quindi due pensioni, ognuna commisurata agli anni contributivi in ciascun paese. La richiesta per la pensione svizzera andrà inoltrata attraverso l’INPS.

 

Cassa pensione, detta anche “secondo pilastro”

 

Questa seconda pensione è pure finanziata dai premi pagati dal salariato e dal datore di lavoro, ma i premi versati vanno a formare il capitale pensionistico: più si versa, maggiore sarà la pensione. Sommata a quella di base, la rendita di questa pensione dovrebbe garantire al pensionato un reddito pari a circa il 60% dell’ultimo salario.

Tutti i salariati soggetti all’AVS che conseguono un reddito annuo di almeno 21’150 franchi (stato: 2017) sono tenuti ad assicurarsi presso un Istituto di previdenza. Il premio viene versato per metà dal salariato sotto forma di una deduzione dal salario, e per metà dal datore di lavoro. I premi e il rendimento del capitale accumulato vengono versati su di un conto amministrato dalla Cassa pensione. Ogni anno si riceve un estratto conto con indicato a quanto ammonta il capitale risparmiato. Quando si cambia datore di lavoro, il capitale passa all’istituto di previdenza del nuovo datore di lavoro. In caso di rientro in patria prima del pensionamento, il capitale rimane presso l’Istituto di previdenza, o, a richiesta dell’assicurato, può venir versato su di un conto libero passaggio presso una banca o una assicurazione, dove rimane bloccato fino al momento del pensionamento. 

A certe condizioni, se si cessa di essere dipendenti, è possibile farsi liquidare il capitale prima del pensionamento. Bisogna però dimostrare di non essere più assoggettati all’obbligo di assicurazioni sociali.  Molti fondi di previdenza prevedono anche la possibilità di finanziare, con il capitale accumulato, l’acquisto di una casa.

Al momento del pensionamento si può scegliere se farsi versare una rendita o se farsi liquidare il capitale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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