La pensione del medico

Sicuramente la professione medica è la più complessa da un punto di vista pensionistico. Il medico può essere dipendente, docente universitario, libero professionista in convenzione o meno con il servizio sanitario nazionale. In funzione della tipologia di attività svolta la previdenza del medico è garantita da gestioni differenti, vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Premettiamo che tutti i medici iscritti agli ordini sono tenuti ad iscriversi alla Quota A del Fondo di Medicina Generale presso l’ENPAM, indipendentemente dal tipo di attività svolta.

 

il medico dipendente

 

il medico può operare come dipendente all’interno di strutture pubbliche (ospedali) piuttosto che private. In entrambi i casi l’INPS, dopo la soppressione dell’ex INPDAP, è l’ente che si occupa della sua pensione. Il medico quindi vedrà erogare le prestazioni con le regole e il regime di calcolo in vigore presso l’INPS. Lo stesso dicasi per i medici che svolgano attività di docenza.

 

il medico non dipendente

 

in questo caso non sarà l’INPS ad occuparsi della sua pensione bensì l‘ENPAM, la Cassa di previdenza dei medici.

Si tratta di un Ente di diritto privato che gestisce ben quattro fondi pensionistici:

 

Fondo di previdenza generale

 

Quota A e Quota B: alla Quota A sono obbligatoriamente iscritti tutti i medici, mentre alla Quota B sono iscritti coloro che esercitano la libera professione (ad esempio gli odontoiatri, i cardiologi, i dermatologi, e così via) non in convenzione con il sistema sanitario nazionale.

Alla maturazione dei requisiti, il medico si vedrà erogare due quote di pensione, una dalla Quota A e una dalla Quota B.

 

Fondo di medicina generale

 

E’ il fondo che gestisce la previdenza dei medici di base (medici di famiglia) e dei pediatri di libera scelta convenzionati con il servizio sanitario nazionale.

 

Specialisti ambulatoriali

 

Si tratta dei medici che hanno un rapporto professionale con il Servizio sanitario Nazionale e che operano negli ambulatori del servizio pubblico (ospedali)

 

Specialisti esterni

 

Medici che operano in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale che operano nei propri studi professionali.

 

Per comprendere meglio, prendiamo il caso di un medico cardiologo che lavora in un istituto privato e riceve privatamente i clienti presso il suo studio: in questo caso sarà iscritto al Fondo di previdenza generale – Quota A, alla Quota B per l’attività di libero professionista e all’INPS fondo lavoratori dipendenti per l’attività svolta nella struttura privata.

 

un medico dermatologo che opera come specialista esterno accreditato con il servizio sanitario nazionale ed è dipendente di un ospedale sarà iscritto al fondo di previdenza generale Quota A, all’INPS per l’attività come dipendente e al fondo specialisti esterni.

 

Infine, un medico odontoiatra che svolge la libera professione, senza convenzione e accreditamento con il servizio sanitario nazionale, sarà iscritto al Fondo di previdenza generale Quota A e Quota B.

 

 

 

Lascia un commento