La pensione ai superstiti INPS: le regole da conoscere

pensione superstiti La pensione ai superstiti è stata oggetto di aggiustamenti apportati al sistema previdenziale. In questo approfondimento cerchiamo di capire quali sono gli aspetti più importanti da conoscere, dal taglio dell’assegno, ai beneficiari, all’importo e alle limitazioni. 

Il taglio dell’assegno

Come accade nella maggior parte dei paesi stranieri, la pensione ai superstiti subisce una riduzione nel caso in cui il coniuge superstite abbia redditi propri superiori a tre volte il trattamento minimo di pensione INPS  (per l’anno 2017  pari a € 6.524,57  annui). Questo significa che in presenza di redditi superiori a 19.572,00 euro (3 volte il trattamento minimo) l’importo della pensione viene ridotto. la norma è stata introdotta nel 1995 dalla riforma Dini e purtroppo non è stata compresa nei suoi giusti termini. La soglia che fa scattare il taglio della pensione non è particolarmente elevata ed è facile capire come, in assenza di una protezione aggiuntiva, le condizioni economiche del nucleo familiare possano subire un drastico peggioramento se si verifica un evento così tragico come la premorienza del capofamiglia.

La riduzione della pensione

REDDITIPERCENTUALE DI RIDUZIONE
Fino a 3 volte il trattamento minimoNessuna
Oltre 3 volte il trattamento minimo25%
Fino a 4 volte il trattamento minimo40%
Fino a 5 volte il trattamento minimo50&

Le tipologie

Sono due i trattamenti pensionistici previsti dal nostro sistema previdenziale a favore dei superstiti:

  • la pensione di reversibilità, spetta quando il familiare deceduto era già titolare di una pensione di vecchiaia, anzianità o inabilità
  • la pensione indiretta, spetta ai superstiti di un lavoratore deceduto mentre era ancora in attività

I requisiti

Per maturare il diritto alla pensione indiretta, il familiare scomparso deve aver maturato, indipendentemente dall’età, 15 anni di contributi (il minimo previsto prima della riforma Amato per la pensione di vecchiaia) oppure un minimo di 5 anni, di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la data del decesso.

I beneficiari

I superstiti beneficiari della prestazione sono: 

Coniuge, anche se:

  • separato (anche il coniuge separato “per colpa” qualora egli abbia diritto agli alimenti)
  • divorziato, a condizione che abbia beneficiato di un assegno di mantenimento, non si sia risposato e che il lavoratore deceduto sia stato iscritto all’INPS prima della sentenza di divorzio. Se dopo il divorzio e prima della morte il lavoratore si sia risposato, è il giudice a stabilire le quote che spettano al primo e al secondo coniuge. Nessuna reversibilità spetta qualora l’ex coniuge in vita si sia risposato.

Il coniuge superstite decade dal diritto alla pensione quando contrae nuovo matrimonio. In questo caso, ha diritto a una indennità “una tantum” pari a 26 mensilità di pensione che percepiva la momento.

in caso di separazione o divorzio

SITUAZIONE MATRIMONIALEDIRITTO ALLA PENSIONECONDIZIONI
Separazione consensualeSiNessuna
Separazione per colpaSiDiritto assegno alimentare
Divorzio unico superstiteSiDiritto assegno divorzio
Divorzio in presenza di altro coniugeSi, in quota stabilita dal TribunaleDiritto assegno divorzio
Divorzio in presenza di nuovo matrimonio del superstiteNo

Figli, che alla data della morte del genitore siano:

  • minori
  • studenti di scuola media superiore o professionale di età compresa tra i 18 e i 21 anni, a carico del genitore defunto e che non svolgano attività lavorativa
  • studenti universitari (per la durata del corso legale di laurea e, comunque, non oltre i 26 anni, a carico del genitore defunto e non svolgano attività lavorativa
  • inabili, in questo caso non sono previsti limiti di età ma è necessario che il figlio sia a carico e già inabile alla scomparsa del genitore

Si intende come  “ a carico” il beneficiario che non ha la non autosufficienza economica; tale condizione sussiste quando il reddito individuale del superstite non supera l’importo del trattamento minimo di pensione INPS maggiorato del 30%. (per il 2017, 6.524,57 + 30% = 8.481,94 euro)

Genitori

In mancanza del coniuge e dei figli, la pensione spetta ai genitori che abbiano almeno 65 anni di età, non siano titolari di pensione e siano a carico del lavoratore deceduto

Fratelli e sorelle

In mancanza del coniuge, dei figli e dei genitori, la pensione spetta ai fratelli celibi e alle sorelle nubili che alla data del decesso siano:

  • inabili al lavoro
  • non titolari di pensione
  • a carico del lavoratore deceduto

Misura della pensione

L’importo che spetta ai superstiti è calcolato sulla base della pensione dovuta al lavoratore deceduto o della pensione in pagamento al pensionato deceduto e segue le regole di calcolo della pensione di vecchiaia. la pensione spetta nella misura del:

  • 60% al solo coniuge
  • 70% al solo figlio
  • 80% al coniuge con un figlio
  • 100% al coniuge con due o più figli
  • 15% per ogni altro familiare, avente diritto, diverso dal coniuge, figli, nel limite del 100%

La norma anti badanti

La pensione si riduce quando la vedova è molto giovane. La norma, detta “anti badanti” è finalizzata ad impedire che matrimoni di comodo tra un pensionato anziano ed una persona più giovane diano diritto ad una reversibilità pagata per intero. Si tratta di una regola già in vigore negli anni settanta e giudicata incostituzionale.
Dal 1° gennaio 2012, dunque, la quota di pensione si riduce nel caso in cui:

  • il coniuge deceduto ha contratto matrimonio successivamente al compimento del settantesimo anno di età
  • la differenza di età tra i coniugi sia superiore a venti anni
  • il matrimonio sia stato di durata inferiore a dieci anni

In concomitanza delle tre situazioni sopra descritte, la pensione viene ridotta del 10% per ogni anno mancante ai 10 di matrimonio.
La riduzione non opera in presenza di figli contitolari di pensione.

Facciamo un esempio

Il Signor Verdi ha contratto matrimonio all’età di 76 anni con la Signorina Bianchi di 30 anni. Trascorsi 6 anni di matrimonio muore a causa di una malattia. La pensione di reversibilità si riduce? E di quanto?

Ci sono tutte le situazioni previste per una riduzione della pensione. Gli anni mancanti ai 10 di matrimonio sono 4, per cui il taglio sarà pari al 40% (4 X 10%).

Resta, in ogni caso, invariato il regime dei tagli, ossia quello che regola il cumulo tra pensione e redditi del coniuge superstite.

Nel caso i contributi risultino insufficienti

Cosa succede nel caso in cui il lavoratore deceduto non era in possesso dei requisiti per maturare la pensione indiretta (5 anni di contribuzione di cui almeno 3 nel quinquennio precedente)?
Ai superstiti spetta un’una tantum davvero esigua: l’indennità, infatti, va da 22,31 a 66,93 euro e deve essere richiesta dagli aventi diritto.

Se invece il familiare deceduto era privo, al 31 dicembre 1995, di anzianità contributiva e quindi ricadeva nel sistema di calcolo interamente contributivo, l’indennità una tantum è pari all’ammontare dell’assegno sociale moltiplicato per il numero di anni di contribuzione accreditata. L’indennizzo viene riconosciuto solo nel caso che il superstite:

  • non abbia diritto a rendita INAIL in conseguenza del decesso del lavoratore
  • si trovi nelle condizioni reddituali previste per il diritto all’assegno sociale

Come si vede, le condizioni sono così rigide che, in pratica, è molto difficile beneficiare dell’una tantum.

Decorrenza della pensione

La pensione ai superstiti spetta dal mese successivo alla morte dell’assicurato o del pensionato. Ciò a prescindere dalla data di presentazione della domanda di pensione.

Circolare n. 185/2015 INPS