Ingegneri e Architetti con doppia attività

La pensione dell’ Ingegnere e dell’ Architetto che svolge la libera professione è gestita da INARCASSA.

Ricordiamo che i contributi previsti da INARCASSA sono di quattro tipologie:

 

  • contributo soggettivo, obbligatorio calcolato in misura percentuale (14,5%) sul reddito professionale netto dichiarato ai fini I.R.P.E.F. È previsto un contributo minimo, da corrispondere indipendentemente dal reddito professionale dichiarato, il cui ammontare varia annualmente in base all’indice annuale ISTAT; 
  • contributivo facoltativo, volontario e calcolato in base ad una aliquota modulare applicata sul reddito professionale netto;
  • contributo integrativo, obbligatorio per i professionisti iscritti all’albo professionale e titolari di partita IVA (individuale, associativa e societaria) e per le società di Ingegneria ed è calcolato in misura percentuale (4%) sul volume di affari professionale dichiarato ai fini IVA;
  • contributo di maternità, obbligatorio per tutti gli iscritti.

 

Ma cosa succede se un professionista oltre a svolgere la libera professione fosse anche dipendente?

 

In questo caso non possono iscriversi a INARCASSA in quanto già iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria; resta in ogni caso obbligatorio versare alla Cassa il contributo integrativo del 4% (calcolato sul volume d’affari ai fini IVA).

E per quanto riguarda il reddito prodotto come dipendente? I contributi devono essere versata alla Gestione Separata INPS, come indicato dai giudici della Cassazione, l’art. 2, comma 26, della Iegge n. 335/1995 ha previsto che:

 

sono tenuti all’iscrizione presso una apposita Gestione separata, presso l’INPS, e finalizzata all’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti, i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, di cui al comma 1 dell’articolo 49 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni ed integrazioni“.

L’iscrizione alla gestione separata è obbligatoria per i soggetti che esercitano per professione abituale, ancorché non esclusiva, attività di lavoro autonomo, l’esercizio della quale non sia subordinato all’iscrizione ad appositi albi professionali ovvero, se subordinato all’iscrizione ad un albo, non sia soggetto ad un versamento contributivo agli enti previdenziali di riferimento che sia suscettibile di costituire in capo al lavoratore autonomo una correlata posizione previdenziale.

 

Considerato che l’iscrizione a INARCASSA è preclusa agli ingegneri e agli architetti che siano iscritti ad altre forme di previdenza obbligatorie in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato o comunque di altra attività esercitata, tali soggetti non sono tenuti al versamento del contributo soggettivo, bensì unicamente al versamento del contributo integrativo, dovuto da tutti gli iscritti agli albi di ingegnere e architetto, indipendentemente dall’iscrizione a INARCASSA. 

Il versamento di tale contributo, in difetto di iscrizione a INARCASSA, non attiva comunque alcuna posizione previdenziale a beneficio del professionista che è tenuto a corrisponderlo.

Il contributo integrativo, è semplicemente giustificato dalla necessità di INARCASSA di disporre di un’ulteriore fonte di entrate con cui sopperire alle prestazioni cui è tenuta.

 

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