Il sistema di calcolo retributivo non è una sorta di Eldorado

Uno dei tanti luoghi comuni è pensare che il sistema di calcolo contributivo penalizza l’importo di una pensione rispetto al calcolo retributivo.

 

Il sistema retributivo non è una sorta di Eldorado se messo a confronto col contributivo. Un lavoratore povero diventa un pensionato povero in ambedue i sistemi. Un lavoratore ad alto reddito, invece, è maggiormente penalizzato, sul piano del rendimento dei suoi contributi, dal calcolo retributivo che non da quello contributivo.

Nel sistema retributivo infatti il lavoratore versa i contributi durante tutta la carriera lavorativa per maturare una pensione il cui importo è calcolato su un rendimento del 2% per ciascun anno sino a uno stipendio di circa 46 mila euro; rendimento che scende con l’aumentare della retribuzione sino a ridursi fino allo 0,9%.

 

In sostanza chi percepisce una retribuzione elevata e matura la pensione dopo 40 anni di lavoro non matura l’importo canonico dell’80% della base pensionabile bensì il 60%.

 

Inoltre, aspetto non irrilevante, sempre nel sistema retributivo la pensione è calcolata su un numero massimo di 40 anni di contribuzione, eventuali anzianità oltre questo tetto generano solo il versamento dei contributi ma non servono ad aumentare l’anzianità contributiva utile per il calcolo dell’assegno. Perché nessuno ha mai pensato di esonerare dal pagamento dei contributi coloro che proseguono l’attività oltre i 40 anni di contribuzione evitando così quello che può essere definito un vero “scippo” da parte dello Stato?

Un magistrato o un dirigente con una brillante carriera che accumula 45 anni di servizio/lavoro regala allo Stato ben 5 anni di versamenti.

 

Nel sistema contributivo l’assegno matura su tutti i versamenti effettuati: chi ha lavorato più a lungo percepisce una pensione più elevata perché il montante accreditato viene moltiplicato per un coefficiente più alto in relazione all’età raggiunta.

Oltre a ciò sono i redditi più elevati a beneficiare di una prestazione contributiva più elevata.

Nel sistema contributivo più si lavora e si guadagna, più alta sarà la pensione. Non a caso è stato messo un massimale di reddito (101.427 euro nel 2018) su cui calcolare la contribuzione, per evitare di pagare assegni troppo onerosi!

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