Il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione

Il decreto legge n. 4/2019 ha introdotto anche misure importanti per migliorare la propria pensione futura anche in considerazione del mutato cambiamento del mercato del lavoro con contratti sempre più brevi, a tempo determinato e, di conseguenza, con ampi vuoti contributivi.

 

La nuova disposizione consente di rendere utile ai fini della pensione a un “costo agevolato” anche questi periodi coperti. Bisogna tener presente però che con il sistema contributivo la pensione restituisce i contributi versati con una rivalutazione molto bassa, legata all’andamento del Pil. Poiché si tratta di oneri  sempre consistenti, molti si domandano se non sia il caso di investire gli stessi soldi in qualcosa di più remunerativo, per esempio aderendo a una forma di risparmio previdenziale. Questa in genere è un’ottima scelta, ma poiché va ad integrare una pensione pubblica, è sempre meglio garantirsi comunque una pensione pubblica, che per quanto soggetta ai rischi della politica, rimane ancora, un qualcosa di certo: con x anni di lavoro e di età, la pensione è garantita.

La nuova norma favorisce il raggiungimento degli anni di lavoro necessari.

 

Il decreto-legge n.4 dello scorso gennaio, convertito con la legge n.26/2019, all’articolo 20, ha introdotto in via sperimentale, per il periodo 2019/2021 il riscatto dei periodi non lavorati da valutare nel sistema contributivo che quindi diventano come se fossero stati, a tutti gli effetti, periodi di lavoro.
.Possono fare domanda gli iscritti all’Inps, che non hanno mai versato un contributo prima del 31 dicembre 1995 e non sono titolari di pensione diretta, a condizione di avere almeno un contributo obbligatorio versato prima della domanda.

 

Cosa si può riscattare

 

Si può riscattare un periodo massimo fino a 5 anni, anche non continuativi. Il periodo deve collocarsi dopo il 31 dicembre 1995 e deve essere compreso tra la data del primo e dell’ultimo contributo comunque accreditato (obbligatorio, figurativo, da riscatto) ed essere precedenti al 29 gennaio 2019, data di entrata in vigore del decreto.
Sono escluse le Casse per i liberi professionisti o gli ordinamenti previdenziali di Stati esteri.
Il primo e l’ultimo contributo, tra cui collocare il riscatto possono essere anche di gestioni diverse.
Il periodo da ammettere a riscatto non deve essere coperto da contribuzione (obbligatoria figurativa, volontaria o da riscatto), in qualsiasi forma di previdenza obbligatoria (comprese le Casse per i liberi professionisti e il regime previdenziale dell’Unione Europea o degli Stati membri convenzionati.
Infine, sono riscattabili soltanto i periodi non soggetti a obbligo contributivo. Quindi il riscatto non potrà essere fatto per recuperare periodi di attività lavorativa per i quali il datore di lavoro non ha fatto i versamenti all’Inps. Il divieto opera anche nei casi in cui l’obbligo contributivo è già prescritto.
Per recuperare questi periodi si possono utilizzare gli strumenti già esistenti o, in caso di prescrizione dei contributi, chiedere la costituzione della rendita vitalizia.
Una volta perfezionato il riscatto con il pagamento, l’anzianità contributiva acquisita è utile ai fini del diritto e dell’ammontare della pensione.

 

Onere, pagamento e beneficio fiscale

 

L’onere è determinato con il meccanismo del calcolo contributivo ed è detraibile dall’imposta lorda nella misura del 50%.

L’onere di riscatto può essere versato in unica soluzione ovvero in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione.
La rateizzazione dell’onere non può essere concessa nei casi in cui i contributi da riscatto debbano essere utilizzati per la immediata liquidazione di una pensione diretta o indiretta. Ma in questo caso esso può essere scomputato sulle prime rate di pensione.

A titolo esemplificativo: un lavoratore che ha una prima iscrizione nella Gestione separata per i parasubordinati da 01/1998 fino al 31/12/2000 e successivamente iscrizione nel FPLD ( Fondo pensione lavoratori dipendenti) a partire dal 31/03/2012, potrà riscattare il periodo scoperto di contribuzione (massimo 5 anni) tra 01/01/2001 e 28/02/2012 e potrà esercitare questa facoltà sia nella Gestione separata che nel FPLD.

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