Il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia resterà invariato sino al 31 dicembre 2022

Ora è ufficiale, è stato pubblicato sulla Gazzetta il decreto ministeriale che fissa i nuovi requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia nel biennio 2021-2022. La frenata dell’allungamento della vita media comporta, novità assoluta, il congelamento dell’adeguamento dell’età pensionabile che sarebbe scattato dal 2021.

 

Sino al 31 dicembre 2022 l’età pensionabile richiesta per la pensione di vecchiaia nelle gestioni INPS non subirà alcun incremento. E’ quanto ha stabilito il decreto ministeriale del 5 novembre 2019 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 267/2019, il prossimo incremento previsto a decorrere dal 1° gennaio 2021 sarà pari a zero.

Si tratta complessivamente del quarto adeguamento dopo i precedenti avvenuti nel 2013, nel 2016 e nel 2019 che hanno fatto registrare incrementi rispettivamente pari a tre, quattro e cinque mesi. Per la prima volta dal suo debutto il meccanismo, quindi, non farà registrare alcun incremento nel biennio 2021-2022

 

La pensione di vecchiaia per coloro che possedevano un’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995

 

Per questi soggetti, la pensione di vecchiaia, quindi, richiede 67 anni di età ed almeno 20 di contribuzione, sino a tutto il 2022.

 

La pensione di vecchiaia per i contributivi puri

 

Per coloro che hanno iniziato a contribuire dopo il 31 dicembre 1995, viene confermata la possibilità di pensionamento a 64 anni di età ed almeno 20 di contribuzione, a condizione che l’importo dell’assegno sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale e a 71 anni di età con almeno 5 di contribuzione se l’importo dell’assegno risulti inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale.

 

Nessuna novità per quanto riguarda la pensione anticipata che con il DL 4/2019 ha beneficiato dell’esenzione dall’applicazione degli adeguamenti alla speranza di vita sino al 31 dicembre 2026: i requisiti contributivi rimarranno quindi pari a 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, fermo restando una finestra mobile di 3 mesi dalla data di maturazione.

 

ulteriori conferme

 

Conferme positive anche per il comparto difesa e sicurezza, l’unico comparto che non aveva beneficiato di alcuna sospensione dei requisiti anagrafici e contributivi. Nel biennio 2021-2022 l’età pensionabile di vecchiaia non aumenterà (coinciderà, in sostanza, con il limite anagrafico per la cessazione del servizio relativo al grado e alla qualifica dell’assicurato aumentato di un anno) così come resteranno confermati i requisiti anagrafici e contributi per la pensione di anzianita‘: 58 anni e 35 anni di contributi (con finestra mobile di 12 mesi) oppure 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica (con una finestra mobile di 15 mesi dalla maturazione dei predetti requisiti). Anche per la totalizzazione nazionale continuerà ad essere necessario un requisito anagrafico di 66 anni e 20 di contributi (con una finestra mobile di 18 mesi) oppure 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica (con finestra mobile di 21 mesi dalla maturazione dei requisiti).

 

La misura della pensione

La buona notizia dovrebbe tradursi anche nella sostanziale invarianza sino al 31 dicembre 2022 dei coefficienti di trasformazione, cioè quei valori che traducono in rendita la parte contributiva dell’assegno. Questi parametri sono, come noto, agganciati alla speranza di vita per cui il congelamento del prossimo adeguamento avrà risvolti positivi anche su questo fronte. Per la conferma definitiva occorre, però, attendere un apposito decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze che certificherà l’entità dei coefficienti di trasformazione per il biennio 2021-2022.

 

 

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