Il profilo dell’aderente tipo alla previdenza complementare

Qual’è il profilo tipo dell’aderente alla previdenza complementare?

 

Cerchiamo di individuarlo sulla base di alcune caratteristiche come l’età, il sesso, attività lavorativa e la distribuzione geografica.

 

Età

 

E’ il dato che più sorprende perché la previdenza complementare dovrebbe interessare maggiormente le giovani generazioni, quelle che avranno un tasso di sostituzione più basso per via del calcolo contributivo e con un orizzonte temporale maggiore per costruire un secondo pilastro pensionistico.

Si nota invece che il tasso di partecipazione rispetto alle forze lavoro cresce all’aumentare dell’età fino alla fascia 55 – 64 anni, per poi mantenersi stabile dai 65 anni in avanti. A fronte di un valore medio del 28,3%, il tasso di adesione risulta pari al 19% tra i soggetti con meno di 35 anni, per poi aumentare al 27% nelle fasce di età compresa tra 35 e 44 anni e al 34% per quelle tra 45 e 64 anni (fascia in cui si registra il tasso di partecipazione più alto).

 

Dunque, oltre un terzo degli aderenti ha un’età compresa tra i 45 e 64 anni mentre l’età media delle adesioni è 46,1 anni.

 

Il sesso e attività lavorativa

 

Riguardo al sesso, gli iscritti maschili rappresentano il 62,7% del totale. Considerando l’attività lavorativa su un totale di circa 8 milioni d’iscritti, 5,8 milioni sono lavoratori dipendenti con una preferenza verso in fondi negoziali (2,6 milioni) e i PIP “nuovi” (1,8 milioni)

I lavoratori autonomi (includendo in tale definizione anche i liberi professionisti e i non occupati) invece totalizzano circa 2 milioni, di cui circa 1,1 milioni nei PIP “nuovi” e 600.000 nei fondi aperti.

 

Distribuzione geografica

 

Passando all’analisi della distribuzione geografica i tassi di adesione più elevati si registrano nelle regioni del Nord Italia con oltre il 30% ma arrivando anche oltre il 40% nelle regioni dove è presente un’offerta di tipo territoriale come in Valle d’Aosta e nel Trentino Alto Adige.

Nelle regioni centrali i tassi sono mediamente intorno al 27%, più alti in Toscana dove superano il 30% e inferiori nel Lazio dove si attestano intorno al 23%.

Nel Sud Italia la partecipazione scende al 21% con il livello più basso in Sardegna con il 19% e in Campania con il 20%.

 

Considerazioni

 

Tornando a quanto accennato riguardo l’età media di adesione, ci chiediamo: chi sono i soggetti più bisognosi di previdenza complementare? I giovani costituiscono sono una piccola parte degli aderenti, questo forse perché il reddito all’inizio dell’attività lavorativa è troppo modesto per iniziare a destinarne una parte alla previdenza complementare? Oppure perché appare così lontano il traguardo da passare in secondo piano? O, ancora, perché siamo carenti di un’informazione che possa definirsi trasparente e credibile?

 

A voi la risposta, resta il fatto comunque che coloro che più hanno bisogno di previdenza complementare sono proprio i giovani.

 

Volendo infine entrare nello specifico, tra i giovani messi più rischio dalla  pensione contributiva, che ricordiamo si basa sul principio del “più versi più avrai”, ci sono in prima posizione i lavoratori discontinui e quelli con aliquote contributive più basse, ossia autonomi e liberi professionisti, non certo i lavoratori dipendenti con carriera lavorativa continua e con un’aliquota contributiva annua del 33% sulla retribuzione lorda.

 

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento