Il nuovo Regolamento COVIP sulle adesioni in vigore dal 1° giugno 2017

Dal 1° giugno 2017 è entrato in vigore il nuovo Regolamento sulle modalità di adesione, approvato dalla COVIP.

 

Con la Deliberazione del  25 maggio 2016, successivamente modificata il 22 febbraio 2017, la COVIP ha approvato il nuovo Regolamento sulle modalità di adesione, che dal 1° giugno 2017 sostituisce il precedente Regolamento di cui alla Deliberazione COVIP del 29 maggio 2008.

In sintesi, il Regolamento contiene disposizioni circa le regole di comportamento da osservare in sede di raccolta delle adesioni al fine di garantire ai potenziali aderenti un’informativa idonea a consentire agli stessi di effettuare scelte consapevoli e rispondenti alle proprie esigenze. 

I soggetti incaricati della raccolta delle adesioni devono consegnare gratuitamente al lavoratore, prima dell’adesione, i seguenti documenti:

 

 

  • la Sezione I: “Informazioni chiave per l’aderente” in sostituzione della Nota informativa contenente le principali caratteristiche della forma di previdenza complementare per facilitare il confronto con le altre forme di previdenza complementare;
  • il documento “la mia pensione complementare” versione standardizzata con una proiezione della pensione complementare che sostituisce il “progetto esemplificativo standardizzato”; 
  • la “Scheda dei costi” della forma pensionistica di appartenenza nel caso il lavoratore risulti, sulla base di quanto dichiarato nel Modulo di adesione, già iscritto ad altra forma pensionistica complementare per permettere un confronto con quella della forma pensionistica alla quale sta aderendo.

    La Scheda dei costi è un documento che fa parte delle ‘Informazioni chiave per l’aderente’ e contiene le informazioni sulle singole voci di costo che gravano, direttamente o indirettamente, sull’aderente nonché l’Indicatore sintetico dei costi (ISC). La Scheda riporta inoltre un grafico che illustra l’onerosità della forma pensionistica rispetto alle altre forme pensionistiche complementari. Tali informazioni consentono di confrontare le forme pensionistiche sotto il profilo dei costi.

 

La Nota Informativa e lo Statuto sono pubblicati nella sezione “documenti del Fondo” e devono essere consegnati gratuitamente in formato cartaceo ai soli aderenti che ne facciano espressa richiesta.

 

 

L’indicatore sintetico dei costi

 

Di cosa si tratta

E’ un indicatore calcolato secondo una metodologia analoga per tutte le forme di previdenza complementare che consente di avere, in modo semplice ed immediato, un’idea di quanto i costi complessivi praticati dalla forma pensionistica complementare incidono percentualmente ogni anno sul risultato finanziario e , di conseguenza, sulla posizione individuale maturata. Per costi complessivi si intendono tutte le spese e gli oneri gravanti, direttamente o indirettamente sull’aderente. Restano in ogni caso esclusi i costi che si riferiscono a eventuali commissioni d’incentivo (per esempio sul rendimento finanziario ottenuto), costi di negoziazione (acquisto e vendita titoli da parte del gestore) e altre spese che rappresentano carattere di eccezionalità.

 

Come si calcola

L’indicatore sintetico dei costi, chiamato anche in forma abbreviata “ISC”, è calcolato su differenti orizzonti temporali (2, 5, 10 e 35 anni), questo perché alcuni costi presentano degli impatti decrescenti nel tempo, ad esempio i costi fissi o in percentuale applicati in fase di adesione. In linea di massima possiamo dire che aumentando la permanenza nella forma pensionistica complementare l’ISC si riduce perché, appunto, i costi fissi si “spalmano” su una posizione individuale che nel tempo tende a crescere. Ad esempio un ISC pari allo 0,9% per periodi di partecipazione a due anni, scende allo 0,2% per periodi di partecipazione a 35 anni.

L’indicatore sintetico dei costi è una stima calcolata facendo riferimento a un aderente tipo che effettua un versamento contributivo annuo di 2.500,00 euroe ipotizzando un rendimento annuo pari al 4%. In situazioni differenti rispetto a quelle considerate, ovvero nei casi in cui non si verifichino le ipotesi previste, l’indicatore ha una valenza puramente indicativa ma consente comunque di aumentare la trasparenza delle informazioni rispetto alle diverse condizioni applicate dalle forme di previdenza complementare.

 

Un esempio pratico di impatto dei costi sulla prestazione

Il Signor Bianchi aderisce a una forma pensionistica complementare versando un contributo annuo di 2.500,00 euro. Ipotizziamo che l’ISC della forma pensionistica alla quale si è iscritto il Signor Bianchi sia pari allo 0,5% su 35 anni di adesione.

Il Signor Verdi aderisce ad un’altra forma pensionistica complementare versando lo stesso contributo annuo (2.500,00 euro). L‘ISC della forma pensionistica a cui si è iscritto il Signor Verdi è pari all’1,5% sempre su 35 anni di adesione.

Trascorsi 35 anni quindi, ipotizzando che tutte le altre condizioni (in modo particolare i rendimenti medi ottenuti dalle due forme pensionistiche complementari) siano uguali, Bianchi riceve una prima rendita integrativa di circa 5.400,00 euro annui in termini reali; Verdi invece ottiene una prima rendita integrativa di circa 4.600,00 euro annui in termini reali.

Per effetto dei minori costi sostenuti, la rendita ricevuta daBianchi  è di circa 800,00 euro annui superiore di quella ricevuta da Verdi, cioè il 16% in più! Ovviamente questa differenza si riscontra anche nel caso di riscatto della prestazione sotto forma di capitale.

 

Clicca qui per visualizzare i valori degli ISC medi, massimi e minimo delle forme pensionistiche complementari.

 

 

 

 

 

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