Il fondo di garanzia TFR presso l’INPS

Il Fondo di garanzia è un fondo che ha la finalità di intervenire nel pagamento del TFR e delle retribuzioni maturate negli ultimi tre mesi del rapporto di lavoro in sostituzione del datore in caso di sua insolvenza.

 

Soggetti che possono fare richiesta:

 

  • tutti i lavoratori dipendenti (compresi apprendisti e dirigenti di aziende industriali) che abbiano cessato un rapporto di lavoro subordinato
  • i soci di cooperative di lavoro, purchè in regola con il versamento dei contributi
  • gli eredi (coniuge e figli e, se viventi e a carico, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo)
  • i cessionari a titolo oneroso del TFR

Il Fondo di garanzia interviene con modalità diverse a seconda che il datore sia o meno soggetto alle procedure concorsuali (fallimento, concordato, liquidazione coatta amministrativa, cessione dei beni, ecc…).

 

Il fallimento dell’azienda

 

Se l’azienda è stata dichiarata fallita, è innanzitutto necessario presentare domanda di ammissione al passivo fallimentare.

Una volta ammesso al passivo fallimentare si potrà presentare la domanda di intervento del Fondo di garanzia all’Inps.

 

Il Fondo di garanzia dell’Inps si sostituisce al datore di lavoro innanzitutto nel pagamento del TFR, qualsiasi ne sia l’importo. Il Fondo provvede a pagare sia il TFR lasciato in azienda, sia quello devoluto alla previdenza complementare e non versato dal datore.

Il termine entro il quale presentare la domanda di intervento per il pagamento del TFR è dicinque anni decorrenti dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Otre al TFR il Fondo provvede al pagamento delle retribuzioni relative agli ultimi tre mesi di lavoro, purchè il lavoratore si sia attivato per recuperare il proprio credito entro un anno dalla maturazione della retribuzione relativa al terzo mese precedente la cessazione del rapporto lavorativo.

Non vengono invece pagati dal Fondo di garanzia l’indennità di mancato preavviso e le competenze di fine rapporto maturate (ferie e rol non goduti, festività non godute, ecc…)

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