Fondo pensione: solo previdenza?

rendimentoGli strumenti di previdenza complementare (fondi pensione/PIP) ,si sa, nascono per garantire un miglior trattamento previdenziale nel momento in cui si cessa la propria attività lavorativa. In quest’ottica lo Stato agevola coloro che decidono di aderirvi utilizzando prevalentemente (se non esclusivamente) la “leva fiscale“. Quanto questa scelta sia stata vincente (o perdente) lo possiamo verificare osservando i numeri delle adesioni dal 1993 (anno di nascita della previdenza complementare) sino ad oggi.

Ma non è di questo che vogliamo parlare in questo articolo bensì di come uno strumento con finalità previdenziali possa essere (legalmente) utilizzato come ottima alternativa per un investimento con rendimenti positivi e per di più, in certi casi, a due cifre! Un approccio di sicuro non secondo il tradizionale obiettivo di integrazione pensionistica ma con valenza esclusivamente finanziaria.

Prendiamo in esame il caso di un sessantenne con un buon reddito lordo che voglia ottimizzare il beneficio fiscale offerto dalla previdenza complementare. Può ottenere rendimenti finanziari di tutto rispetto con periodici accantonamenti annuali in un fondo pensione.. la tabella sotto riportata propone un esempio di calcolo relativo ad un accantonamento in un fondo pensione aperto, meno costoso di un piano individuale pensionistico,. Le ipotesi di partenza sono:

  • reddito annuo lordo: € 75.000
  • accantonamento annuo nel fondo pensione: € 5.164,57
  • anni di adesione: 5
  • aliquota marginale IRPEF vigente: 41%
  • rendimento previsto del fondo pensione: 0%
  • costo di adesione annuo al fondo pensione: € 12,91

PREMIO VERSATO€ 5.164,57MONTANTE LORDO ACCUMULATO€ 25.758,30
DURATA (anni)5IMPOSTA PAGATA 15%€ 3.863,75
IPOTESI RENDIMENTO NETTO0%MONTANTE NETTO€ 21.894,55
REDDITO IMPONIBILE€ 75.000RISPARMIO FISCALE COMPLESSIVO€ 10.587,37
ALIQUOTA IRPEF

RISPARMIO FISCALE
41%

€ 2.117,47
SPESE FISSE€ 12,91RENDIMENTO NETTO
(calcolato considerando il vantaggio fiscale)
18,21%

 Il risultato finale è un rendimento netto di oltre il 18%, un rendimento elevatissimo e con un livello di certezza quasi  pari al 100%. Abbiamo infatti ipotizzato che il fondo pensione abbia un rendimento pari a 0%.

Come è stato possibile tutto questo?

Tutto merito dell’enorme regalo che ci ha fatto lo Stato: infatti, il nostro soggetto a fronte di un risparmio fiscale del 41% sul premio versato, alla scadenza paga un’imposta sui premi dedotti di soli 15 punti percentuali.

Ma proviamo ad immaginare che il fondo pensione abbia un rendimento negativo annuo del – 2%. Il risultato è ancora più strabiliante. In sostanza, in un contesto di mercati finanziari in cui tutti gli investimenti perdono per 5 anni consecutivi, il nostro fondo è riuscito ad ottenere, anche in questo caso, un rendimento a due cifre pari ad oltre il 14%, come mostra appunto la tabella sottostante. 

  • reddito annuo lordo: € 75.000
  • accantonamento annuo nel fondo pensione: € 5.164,57
  • anni di adesione: 5
  • aliquota marginale IRPEF vigente: 41%
  • rendimento previsto del fondo pensione: – 2%
  • costo di adesione annuo al fondo pensione: € 12,91

PREMIO VERSATO€ 5.164,57MONTANTE LORDO ACCUMULATO€ 24.253,40
DURATA (anni)5IMPOSTA PAGATA 15%€ 3.863,75
IPOTESI RENDIMENTO NETTO- 2%MONTANTE NETTO€ 20.389,65
REDDITO IMPONIBILE€ 75.000RISPARMIO FISCALE COMPLESSIVO€ 10.587,37
ALIQUOTA IRPEF

RISPARMIO FISCALE
41%

€ 2.117,47
SPESE FISSE€ 12,91RENDIMENTO NETTO
(calcolato considerando il vantaggio fiscale)
14,81%

I risultati non sono molto diversi per fasce di reddito inferiori.

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