Cumulo per i liberi professionisti: una guida dei dieci punti principali

Requisiti, decorrenza, convenzioni, calcolo, domanda, liquidazione, casi particolari, riferimenti normativi: guida sintetica al cumulo pensione per i professionisti.

 

Introdotto dalla Legge di Stabilità 2018 il cumulo dei contributi per i liberi professionisti è un’opzione gratuita che consente agli iscritti alle casse professionali private di accedere alla pensione di vecchiaia o anticipata sfruttando i contributi versati in diverse gestioni per periodi non coincidenti.  In attesa che INPS e casse private si accordino sulle spese di gestione pratiche, quasi tutti gli enti previdenziali hanno firmato le convenzioni sbloccando le pratiche di pensionamento.

Vediamo di seguito una breve guida in 8 passi che chiarisce tutti i punti fondamentali del cumulo gratuito dei contributi applicato ai versamenti nelle casse private.

 

Data di applicazione

 

Anche se la piattaforma di gestione è operativa soltanto da poche settimane, il cumulo gratuito dei contributi previdenziali versati in periodi non coincidenti in diverse gestioni previdenziali – comprese quelle dei professionisti  è valido dal primo gennaio 2017, per cui gli istituti previdenziali lavorano tutte le domande presentate da questa data.

 

Le convenzioni attive

 

Il cumulo si esercita solo  previa convenzione con l’INPS. Quasi tutte le Casse dei liberi professionisti l’hanno già firmata: Enpam (medici), Inarcassa (architetti e ingegneri), Enpav (veterinari), Enpapi (infermieri), Eppi (periti industriali), Cipag (geometri), Enpaf (farmacisti), Enpap (psicologi).

Mancano: CNPADC (dottori commercialisti), ENPAB (biologi), ENPACL (consulenti del lavoro), ENPAIA (agricoli) ed EPAP (pluri-categoriale), Enasarco (che deve ancora armonizzare le proprie regole) e Cassa dei Notai (non ha ricevuto richieste di cumulo).

 

Le pensioni in cumulo

 

Si possono utilizzare i versamenti effettuati presso diverse gestioni previdenziali per raggiungere un’unica pensione, anticipata o di vecchiaia, che viene calcolata pro quota in base alle regole di ciascun ente previdenziale coinvolto. L’operazione è gratuita e consente di ottenere sia la pensione di vecchiaia sia la pensione anticipata.

 

 

Il calcolo del pro quota

 

Per il calcolo del pro quota, i giorni di iscrizione alle singole gestione si considerano nel seguente modo:

  • 6 giorni equivalgono a una settimana e viceversa;
  • 26 giorni equivalgono a un mese e viceversa;
  • 68 giorni equivalgono a un trimestre e viceversa;
  • 312 giorni equivalgono a un anno e viceversa.

Se il professionista ha almeno 18 anni di contributi INPS versati al 31 dicembre 1995, l’istituto nazionale di previdenza calcolerà l’intera quota a proprio carico con il sistema retributivo. Questa regola non vale se i 18 di contributi precedenti al 31 dicembre 1995 sono versati alla cassa professionale.

 

I requisiti per la pensione di vecchiaia

 

La pensione di vecchiaia si raggiunge in base ai limiti più elevati stabiliti dalle gestioni interessate. Se ad esempio la cassa professionale prevede un requisito più alto rispetto a quello INPS, per andare in pensione di vecchiaia vale appunto il requisito previsto dall’ente privato.

In caso contrario, vale il requisito INPS. La pensione di vecchiaia in cumulo decorre dal primo giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

 

I requisiti per la pensione anticipata

 

Si raggiunge in tutti i casi in base ai requisiti previsti dalla Riforma Fornero di fine 2011. Nel 2018, ci vogliono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne, nel 2019 bisognerà aggiungere altri cinque mesi all’età pensionabile.

Si considerano anche gli altri eventuali requisiti richiesti dalle casse. Ad esempio, la cessazione dell’attività lavorativa oppure la cancellazione dall’albo.

La pensione anticipata in cumulo decorre dal primo giorno successivo a quello di presentazione della domanda.

 

La pensione d’inabilità e ai superstiti

 

In entrambi i casi, il diritto si raggiunge in base ai requisiti previsti dall’ente previdenziale di iscrizione al momento del verificarsi dell’evento invalidante. Nel caso fosse una delle gestioni INPS, il riferimento legislativo per il cumulo è l’articolo 2 della legge 222/1984. L’eventuale maggiorazione dipende dalla forma assicurativa il soggetto è iscritto al momento del verificarsi dello stato inabilitante.

Il cumulo non è esercitabile per l’assegno di invalidità (che è prestazione diversa alla pensione di invalidità).

I professionisti possono esercitare il cumulo se il decesso del parente è avvenuto dopo il primo gennaio 2017. I requisiti sono quelli previsti dalla cassa previdenziale alla quale l’assicurato era iscritto al momento del decesso.

La pensione diretta liquidata con il cumulo è reversibile ai superstiti in base alle regole della cassa previdenziale che la versa, sempre pro quota.

 

A chi presentare la domanda

 

La domanda si presenta all’ente previdenziale di ultima iscrizione. Se il professionista è iscritto a diverse forme previdenziali, potrà scegliere a chi versare i contributi.

 

I riferimenti normativi

 

I provvedimenti fondamentali sono i seguenti: comma 195 della legge 232/2016, circolare applicativa INPS 140/2017, convenzione INPS – Adepp del 28 marzo 2018, singole convenzioni fra INPS e casse dei professionisti.

Anche le casse che non hanno ancora firmato la convenzione definitiva spesso hanno pubblicato i regolamenti operativi, che è sempre utile consultare per avere tutte le informazioni dettagliate sull’operazione.

 

Le spese di gestione

 

Il costo delle singole pratiche è il nodo ancora da sciogliere, attraverso la formazione di una commissione di esperti. Ma questo non impatta sull’operatività delle procedure: le casse professionali hanno deciso di proseguire comunque alla liquidazione delle pensioni di chi ha presentato domanda.

 

Lascia un commento