Cumulo gratuito e ricongiunzione onerosa a confronto

Una delle problematiche che molto spesso si presenta al lavoratore è cosa fare in caso di periodi contributivi versati in gestioni differenti. In quest’articolo analizziamo le differenze tra due possibili soluzioni: il cumulo gratuito e la ricongiunzione che consentono entrambe di valorizzare la contribuzione presente in più gestioni ma con caratteristiche diverse. 

Lo facciamo prendendo come esempio un medico che ha versato contributi sia alla sua Cassa di previdenza (ENPAM) sia all’INPS. Vediamo cosa succede in caso di cumulo gratuito e di ricongiunzione.

 

Il cumulo gratuito

 

Mentre il calcolo della pensione dal 2012 è sempre e comunque in regime contributivo, scegliendo il cumulo gratuito:

 

  • i contributi ENPAM ante 1996 non rientrano nel sistema di calcolo reddituale perché questa possibilità non è concessa dalle Casse private;
  • se i contributi versati prima del 1996 sono INPS, invece, sono utili per il calcolo della quota di pensione retributiva (sino al 1995 se inferiori a 18 anni al 31 dicembre 1995 e sino al 2011 se uguali o maggiori).

 

La normativa è contenuta nella circolare INPS n. 140/2017 in base alla quale per determinare l’anzianità contributiva utile al calcolo retributivo: “ai fini della determinazione dell’anzianità contributiva maturata al 31 dicembre 1995, deve essere presa in considerazione la sola contribuzione posseduta dall’assicurato presso l’assicurazione generale obbligatoria INPS e le forme esclusive e sostitutive della medesima”.

 

La ricongiunzione

 

Diverso è il discorso in cui si scelga di ricorrere alla ricongiunzione. In questo caso, a differenza del cumulo gratuito, l’operazione è onerosa e i contributi passano da una gestione all’altra. La pensione viene calcolata interamente con le regole in vigore nella gestione presso cui si ricongiunge.

Se i contributi confluiscono presso l’INPS, l’anzianità contributiva maturata sino al 31 dicembre 1995 è utile per il calcolo retributivo.

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