Cumulo gratuito: al via anche per i liberi professionisti

Il 10 ottobre è arrivato il “via libera” del Ministero del Lavoro allo schema di circolare, da parte dell’INPS, riguardante il cumulo gratuito dei contributi per gli iscritti alle Casse di previdenza dei liberi professionisti relativamente ai periodi assicurativi non coincidenti.

Sono infatti trascorsi dieci mesi senza che INPS, Casse private e Ministero del Lavoro dessero una spiegazione in materia. 

Il cumulo gratuito dei contributi è entrato in vigore con l’ultima legge di Bilancio e permette di valorizzare i periodi di contribuzione versati in enti previdenziali diversi. Grazie al cumulo gratuito è possibile sommare i diversi periodi di iscrizione per avere un’unica pensione, anche se in nessuna delle gestioni interessate sono maturati i requisiti contributivi minimi richiesti. Il cumulo vale sia per la pensione di vecchiaia che per quella anticipata.

Finora il cumulo gratuito dei contributi era rimasto inattuato per i liberi professionisti, questo perché le relative Casse di previdenza in alcuni casi hanno requisiti di pensionamento diversi da quelli previsti per la generalità dei lavoratori assicurati con l’INPS  e questo può portare a un pagamento anticipato dell’assegno pensionistico da parte delle stesse casse previdenziali, con conseguenze economiche sul loro bilancio che, per norma, devono garantire la sostenibilità a 30 anni.

In sostanza, si è dovuto superare il problema che alcune Casse prevedono requisiti per il pensionamento differenti da quelli del regime generale Inps. In particolare, in caso di requisiti più alti, le Casse avrebbero rischiato di dover pagare prima la pensione, con un aggravio dei costi.

Alla fine l’ostacolo è stato superato con una soluzione a tappe. Il cumulo gratuito consentirà di accedere al pensionamento secondo i requisiti Inps, ma l’importo della pensione sarà corrisposto in due fasi. Per prima partirà l’Inps mentre la Cassa professionale pagherà la pensione di sua competenza al raggiungimento dei relativi requisiti. L’assegno iniziale dell’Inps non sarà una vera e propria pensione ma un anticipo: non verranno quindi pagate eventuali integrazioni e maggiorazioni sociali. Sarà possibile così ai lavoratori di utilizzare da subito il cumulo per il diritto alla pensione, ma, appunto, con un pagamento differenziato. 

 

 

 

 

 

 

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