Ancora tanto rumore per nulla sui fondi pensione

previdenza integrativaSembra che l’accanimento nei confronti del secondo pilastro della previdenza complementare non abbia fine. Nel disegno di legge in discussione in Senato è prevista la nascita di un nuovo Fondo integrativo pubblico a guida INPS e si ripropone la cosiddetta portabilità del datore di lavoro. Due mozioni del tutto irrazionali che in un Paese “normale” non dovrebbero essere nemmeno pensate.

L’Associazione di fondi chiusi, che rappresenta 34 fondi negoziali oltre alle associazioni delle imprese dei lavoratori come, Confindustria, Confcommercio, Confservizi, Confcooperative, Legacoop, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, in un comunicato stampa chiedono che dal disegno di legge vengano stralciate le modifiche inserite al Senato dove viene previsto un nuovo Fondo pensione integrativi pubblico e si ripropone la portabilità del contributo del datore di lavoro.

A giudizio di Assofondipensione, ma anche nostro, queste modifiche possono squilibrare il sistema della previdenza complementare, in particolare viene contestato il reinserimento della portabilità del contributo del datore di lavoro, nonostante la Camera lo avesse già bocciato. E ancora peggio è stata introdotta la creazione di “un nuovo fondo di previdenza complementare da costituire presso l’INPS, denominato “IntegralInps”, al quale gli interessati potrebbero aderire su base volontaria, conferendo il trattamento di fine rapporto, e beneficiando anche del contributo datoriale previsto dagli accordi collettivi”. In questo caso sarebbe lo stesso ente pubblico a gestire l’intera pensione del lavoratore, alterando i principi ispiratori della previdenza complementare.

Anche il Ministero del Lavoro è sceso in campo condividendo lo stesso rischio scrivendo alla Commissione del Senato che sta esaminando il provvedimento: “attraendo iscritti attuali e potenziali verso una forma pensionistica che non agirebbe in condizioni di mercato”.

Michele Tronconi, Presidente di Assofondipensione ha dichiarato: “è da un anno ormai che dobbiamo fronteggiare questo andirivieni di proposte modificative della previdenza di secondo pilastro. E’ un accanimento terapeutico che provoca solo allarme tra i lavoratori verso il loro futuro pensionistico. Giustamente il Ministero del Lavoro ha deciso di intervenire, ricordando come tali proposte siano contrarie ai principi ispiratori del sistema dei Fondi Pensione Negoziali”.

Quindi, l’Associazione dei fondi pensione chiede ai ministeri competenti interventi adeguati alle vere necessità del sistema della previdenza complementare in modo tale che siano rilanciate le adesioni al secondo pilastro pensionistico.

Lascia un commento