Allarme welfare: esplode la spesa assistenziale

La spesa per le pensioni,dopo tutte le riforme che si sono succedute, è sotto controllo e, contrariamente a quanto si creda, è in linea con la media europea. Ciò che invece appare fuori controllo è la spesa per l’assistenza, a totale carico della fiscalità generale. Si tratta di circa 33 miliardi di euro nel 2016 tra pensioni d’invalidità civile, indennità di accompagnamento, pensioni sociali, integrazioni al minimo e altro ancora. E’ necessario separare il bilancio della spesa per le pensioni da quello per l’assistenza.

 

«Abbiamo imbullonato il sistema delle pensioni e si è scaricato tutto sulle prestazioni assistenziali», spiega Alberto Brambilla, presidente di Itinerari previ- denziali ed ex capo del Nucleo di valutazione della spesa presso il ministero del Lavoro. Mentre nel 2003 le prestazioni previdenziali (derivanti dai contributi effettivamente versati) rappresentavano il 62,4% di tutte le prestazioni liqudate quell’anno contro il 37,6% di quelle assistenziali nel 2016 il rapporto si è capovolto: le nuove prestazioni assistenziali sono state il 53,2% del totale, quelle previdenziali il 46,8%.

Passando allo stock, su 16 milioni di pensioni in pagamento, quelle totalmente o parzialmente assistite sono 8,2 milioni, il 51%.

 “La separazione del bilancio INPS della previdenza da quello dell’assistenza non risolverebbe il problema, tanto più se la finalità fosse quella di spenderei più per le pensioni, perché a causa dell’invecchiamento della popolazione «non c’è affatto da stare tranquilli sul futuro”

Un punto quest’ultimo condiviso anche dall’ex viceministro dell’Economia, Enrico Morando. Del resto lo stesso Brambilla ha sottolineato che per tutto il welfare, cioè «sanità, pensioni e assistenza spendiamo il 57,3% delle entrate, più della Svezia». La separazione tra assistenza e previdenza è comunque necessaria per non dare informazioni sbagliate alla Commissione europea che poi chiede nuovi tagli alle pensioni. Promettere, per esempio, come è stato fatto in campagna elettorale, di portare le pensioni minime a mille euro significa fare assistenza a favore di chi non ha versato contributi, mentre altri propongono di tagliare le cosiddette pensioni d’oro che però spesso hanno alle spalle molti versamenti. Polemiche a parte, vale la pena  di ricordare che di separazione tra previdenza e assistenza se ne parla da più di vent’an

 

Se poi analizziamo le pensioni e i vitalizi degli organi costituzionali: Camera, Senato, presidenza della Repubblica, Corte costituzionale vediamo che si va dai 199 mila euro lordi in media per i vitalizi in pagamento a 22 ex giudici della Consulta ai 73 mila euro medi per i vitalizi a 1.464 ex deputati ai 67 mila euro per quelli di 810 ex senatori fino a circa 56 mila euro per il personale di Camera e Senato in pensione. Infine, i vitalizi in pagamento per gli ex consiglieri regionali sono 2.580 e ammontano in media a 47 mila euro lordi all’anno.

 

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