TFR e previdenza complementare, cosa succede se si cambia lavoro

TFRCosa succede quando un lavoratore dipendente che abbia già aderito a un fondo pensione, conferendovi il proprio TFR, cambia lavoro? La questione è chiarita dalla delibera Covip del 24 aprile 2008 nella quale si legge come in caso di nuova assunzione spetta al datore di lavoro verificare la scelta fatta precedentemente dal lavoratore, acquisendo apposita dichiarazione firmata dal lavoratore. Alla dichiarazione deve, di norma, essere aggiunta una dichiarazione del datore di lavoro di provenienza, da rilasciarsi al momento della cessazione del rapporto di lavoro, in merito alla scelta fatta dal lavoratore riguardo la destinazione del TFR. In alternativa, il lavoratore può corredare la propria dichiarazione con altra documentazione comprovante la scelta a suo tempo  effettuata.

Quali possono essere le diverse situazioni concrete?

Nel caso in cui il lavoratore avesse scelto, in precedenza, di non destinare il TFR maturando a una forma di previdenza complementare, il nuovo datore di lavoro continua a mantenere il TFR in azienda, ferma restando la possibilità per il dipendente di rivedere, in ogni momento, la scelta a suo tempo effettuata e conferire il TFR maturando a una forma di previdenza complementare.

Qualora, invece, il lavoratore avesse deciso di conferire il proprio TFR a una forma pensionistica complementare e avesse riscattato integralmente la posizione maturata (vedi il caso di perdita dei requisiti di partecipazione) a seguito della cessazione del rapporto, deve essergli riconosciuto nuovamente il diritto di effettuare, entro sei mesi dalla nuova assunzione, la scelta sulla destinazione del TFR maturando attraverso l’utilizzo di apposito modulo e in caso di mancata scelta entro il termine, il TFR che matura dal mese successivo alla scadenza del semestre viene interamente destinato alla forma pensionistica complementare da individuarsi in base alla normativa.

Se poi il lavoratore avesse nel precedente rapporto di lavoro già optato per il conferimento del TFR a una forma di previdenza complementare e che non abbia optato per il riscatto integrale della posizione, la Covip chiarisce che la scelta a suo tempo effettuata rimane efficace. Peraltro, se alla variazione del rapporto di lavoro consegue anche la perdita dei requisiti di partecipazione alla forma pensionistica complementare alla quale il lavoratore era iscritto, quest’ultimo deve fornire indicazioni, sempre entro un semestre dall’assunzione, circa la forma di previdenza complementare alla quale intende conferire il TFR maturando e, eventualmente, la misura dei contributi da versare in aggiunta.

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