Previdenza complementare: possibile anticipo di dieci anni rispetto alla attuali regole

pensione integrativaNovità in arrivo contenute nel DDL Concorrenza, che prevede un anticipo della prestazione erogata da una forma di previdenza complementare per soggetti privi di un’occupazione; addio, inoltre, alla chiusura dei fondi di categoria, alla portabilità ed ai limiti di conferimento del trattamento di fine rapporto.

In arrivo una novità per chi perde il lavoro: il Governo ha approvato la norma che permette agli inoccupati da oltre 24 mesi di ottenere la prestazione maturata in una forma di previdenza complementare con un anticipo di dieci anni rispetto ai requisiti per l’accesso alla prestazione nel regime obbligatorio di appartenenza.

Il DDL Concorrenza e i Fondi pensione

Il disegno di legge sulla concorrenza (n. 3012/2015) è finalizzato all’introduzione di una “libera concorrenza” e alla “tutela dei consumatori“, seguendo i principi e le direttive dell’Unione Europea in materia. La legge viene approvata, dal 2009 (art. 47, legge n. 99/1999), una volta all’anno e serve per rimuovere ostacoli e rallentamenti esistenti nell’offerta di prodotti e servizi: le regole devono seguire le indicazioni fornite dall’AGCOM, l’Autorità garante per la concorrenza ed il mercato, che devono evidenziare i settori ove permangono barriere alla libera competizione.

Per quanto riguarda i Fondi pensione la Commissione Finanze ha effettuato importanti emendamenti, alcuni comportanti un miglioramento per gli aderenti, altri delle limitazioni. I Fondi pensione sono strumenti di previdenza complementare che servono ad incrementare la rendita su cui poter contare al momento del pensionamento, affiancandosi all’assegno della pensione pubblica; l’adesione rimane sempre su base volontaria ed è possibile versare sia i propri contributi che le quote di TFR maturando oltre, se previsto, ad usufruire del contributo del datore di lavoro.

Ci sono due tipologie di Fondi Pensione:

  1. i Fondi di categoria, detti anche chiusi o negoziali che prevedono la sola adesione in forma collettiva;
  2. i Fondi Pensione aperti che possono prevedere sia l’adesione in forma collettiva , sia in forma individuale.

Grazie all’articolo n. 15 del DDL Concorrenza andrà, sostanzialmente, a cadere la distinzione tra Fondi di categoria e Fondi aperti, poiché potranno aderire ai fondi chiusi anche soggetti non appartenenti alla categoria firmataria degli accordi istitutivi: una vera novità, molto positiva, che offre ai lavoratori una più ampia libertà di scelta.

Ad esempio, Antonio, operaio in un azienda metalmeccanica avrà, d’ora in poi, la possibilità di aderire anche a Fonchim (fondo di categoria per lavoratori del settore chimico e farmaceutico) e non solo a Cometa (prorpio fondo di categoria).

L’anticipo della prestazione della previdenza complementare

Positiva anche la seconda novità introdotta dal DDL, ovvero la possibilità, per gli inoccupati da oltre 24 mesi, di ottenere la prestazione dal fondo con un anticipo di dieci anni rispetto alla data del pensionamento prevista nel regime obbligatorio di appartenenza. Sino ad oggi, infatti, l’anticipo era previsto sino ad un massimo di cinque anni e solo per gli inoccupati da oltre 48 mesi.

Ad esempio, se l’età pensionabile nel regime obbligatorio è di 66 anni e tre mesi, dopo 24 mesi di inoculazione sarà possibile ottenere la prestazione a 56 anni e tre mesi.

Certamente è difficile che una prestazione complementare possa garantire un adeguato tenore di vita, essendo la sua funzione di sostegno al trattamento pubblico, anche perché i versamenti effettuati non sono quasi mai ingenti, viste le limitate risorse dei lavoratori: tuttavia questa novità costituisce indubbiamente, per quanto limitato, un aiuto.

Versamento del TFR

Cadono poi i limiti stabiliti dai contratti o dagli accordi collettivi al versamento del TFR nella forma pensionistica prescelta, nonché di eventuali ulteriori contributi a carico del datore di lavoro.

Portabilità dei fondi pensione

Una nota negativa che arriva dal DDL è che non sarà più possibile la portabilità da un fondo all’altro, ovvero il trasferimento della posizione maturata presso un altra gestione.

E’ previsto, tuttavia, un tavolo di consultazione sindacale per avviare una completa riforma della materia. 

 

Comments on this entry are closed.