Polizze vita: la quota fiscalmente esente

agenzia-entrateLa prestazione liquidata da una polizza vita dopo la morte dell’assicurato deve essere valutata caso per caso per stabilire l’esenzione dall’imposta sostitutiva. La regola sulla carta è semplice: i capitali erogati a copertura del rischio demografico sono esenti, quelli relativi ai rendimenti di natura finanziaria sono invece soggetti all’imposta. A livello pratico verificare la quota fiscalmente esente richiede un approfondito esame in relazione alla tipologia del contratto, le condizioni fissate dal fascicolo informativo e la possibilità di “spaccare” il premio versato per la copertura demografica e per l’investimento finanziario.

E’ questo lo scenario che si prospetta per gli operatori, le Compagnie di assicurazione, i clienti e i professionisti del settore, dopo le modifiche introdotte dalla legge di stabilità del 2015 e i successivi chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Le modifiche sono state introdotte con la legge n. 190/2014, con effetto a far data dal 1° gennaio 2015. Prima di tale data, le prestazioni percepite dai beneficiari in caso di morte dell’assicurato erano totalmente esenti dall’imposta a prescindere dalla loro natura. dallo scorso anno, invece, l’esenzione riguarda solo le cosiddette “polizze di puro rischio” (temporanee caso morte) e non anche i rendimenti finanziari realizzati dalle gestioni separate (ad esempio di una polizza rivalutabile di ramo primo), o da una polizza di ramo terzo (index e unit linked) piuttosto che da entrambe (multiamo). Senza dimenticare che molte polizze possono racchiudere entrambe le possibilità, di protezione e di investimento, ponendo problemi applicativi al sostituto d’imposta (Compagnia di assicurazione) chiamato a eseguire la ritenuta nel momento dell’erogazione della prestazione.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 8/2016 e nella risoluzione n. 76/2016 è necessario calcolare la differenza tra il valore di riscatto (ossia la somma caso vita) che sarebbe stato riconosciuto al momento della morte dell’assicurato e i premi complessivamente pagati, al netto di quelli pagati espressamente per la copertura caso morte.

Non sempre, tuttavia, la cosa risulta semplice, si pensi, ad esempio al caso di un premio unico iniziale di una polizza a vita intera con cedola, che prevede una prestazione finale al momento del decesso dell’assicurato. per imputare correttamente i premi nelle due componenti demografica e finanziaria, l’Agenzia delle Entrate ha fornito uno specifica criterio operativo, che suddivide i premi versati in base alla proporzione delle due componenti sul valore della prestazione finale.

Prendiamo il caso di una polizza con un premio unico di 50 mila euro che nel corso degli anni di adesioni abbia erogato cedole per un valore di 4 mila euro. Dopo la morte dell’assicurato, i beneficiari ricevono una prestazione di 80 mila euro di cui 25 mila a copertura del rischio morte e 55 mila per la componente finanziaria. Il rendimento complessivo della polizza sarà così pari alla differenza tra le somme incassate (in totale 84 mila euro, 80 mila più 4 mila di cedole) e i premi versati (50 mila euro). A questo punto è necessario determinare il quoziente tra tra i proventi totali e la prestazione erogata (34 mila diviso 84 mila = 40,48%) e poi applicare tale percentuale al solo rendimento finanziario (4 mila più 5 mila = 9 mila). Il reddito imponibile sarà così pari al 40,48% di 9 mila euro, ossia 3.643,20 euro, mentre la quota esente sarà pari al 40,48% di 25 mila euro, ossia 10.119 euro.

Tabella di riepilogo

Tipologia di polizzapolizze di ramo primo
Unit e Index linked (ramo terzo)
Tariffa di capitalizzazione (ramo quinto)
imposta di bollole polizze di ramo primo sono esenti
le polizze di ramo terzo e quinto scontano l'imposta
imposta sui rendimentii rendimenti finanziari realizzati sia da una polizza di ramo primo, terzo o quinto, sono assoggettati a un imposta sostitutiva pari a:
12,5% per i rendimenti maturati sino al 31/12/2011
20% per i rendimenti maturati dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014
26% per i rendimenti maturati dal 1° luglio 2014.
Nel caso delle polizze di ramo primo i rendimenti realizzati devono essere ponderati rispetto alla composizione degli asset, dal momento che i titoli di stato sono comunque tassati al 12,5% (la tassazione finale sarà quindi una media ponderata tra le attività finanziarie tassate al 26% e quelle al 12,5%)
tassazione caso vita (componente finanziaria)In caso di riscatto della polizza durante la vita dell'assicurato, il reddito imponibile è pari alla differenza tra il valore di riscatto e il cumulo dei premi pagati
tassazione caso morte (componente finanziaria)Fino al 31 dicembre 2014 le somme erogate erano esenti dall'imposta sostitutiva, anche per la parte relativa al rendimento finanziario.
dal 1° gennaio 2015 tali somme risultano imponibili
tassazione prestazione TCMcontinua ad applicarsi la totale esenzione dell'imposta
tassazione polizze mistecome da circolare n. 8/E Agenzia delle Entrate e risoluzione n. 76/E del 2016
tassazione polizze multiramoSi applicano in pro quota le regole fiscali previste per i singoli comparti

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  • giovanni nigretti Ott 11, 2016, 2:13 pm

    Buongiorno,
    Nell’ultimo passaggio del calcolo alla voce: “e poi applicare tale percentuale al solo rendimento finanziario (4 mila più 55 mila = 59 mila), non dovrebbe essere invece 4 mila + 5 mila = 9 mila?
    Così la tassazione sarebbe il 40,48% di 9 mila e non su 59 mila.
    Se invece non è come intendo io, allora su queste polizze cade un’importante leva commerciale.
    Saluti

    • Giuseppe Guttadauro Ott 11, 2016, 3:28 pm

      Grazie Signor Nigretti della corretta osservazione.
      Ci scusiamo per l’errore.
      Lo staff di Infoprevidenza.it

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