La previdenza dei Dottori Commercialisti e dei ragionieri

totolo 5Il 21 gennaio scorso si è svolto a Verona, presso il Crowne Plaza Hotel, un seminario dedicato alla previdenza dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, organizzato da Finanza & Futuro, rete di Promotori Finanziari del Gruppo Deutsche Bank. Relatore, Giuseppe Guttadauro, esperto in tematiche previdenziali e specializzato nella normativa delle Casse di Previdenza dei liberi professionisti.

Il futuro pensionistico dei liberi professionisti – ha detto Guttadauro – non è certamente sereno; la recente riforma Fornero ha chiesto infatti alle Casse privatizzate di dimostrare una sostenibilità finanziaria a 50 anni e questo – ha proseguito – ha costretto le Casse ad intervenire apportando modifiche ai Regolamenti interni con un incremento dei requisiti per maturare il diritto alla pensione, delle aliquote soggettive ma anche, e soprattutto, con l’introduzione, per chi ancora non lo adottava, del sistema di calcolo contributivo“.

Durante l’incontro è stata fatta un analisi della normativa relativa alla CNPADC (Cassa di previdenza dei Dottori Commercialisti) e della CNPR (Ragionieri), soffermandosi, in modo particolare, sulle riforme introdotte nel 2003 e 2012. Risultato? tempi davvero grigi per le future pensioni, con un tasso di sostituzione che difficilmente potrà arrivare al 30 – 35% dell’ultimo reddito dichiarato.

Ecco quindi la necessità di costruirsi una pensione integrativa.

Come? Guttadauro ha affrontato anche questo tema facendo un’analisi comparativa delle possibili scelte a disposizione del professionista: aderire alla contribuzione modulare facoltativa della Cassa aumentando la contribuzione soggettiva, aderire ad una forma di previdenza complementare (Fondo pensione – PIP) o sottoscrivere una polizza vita.

Risultato? Tutte le strade portano al medesimo risultato: integrare la futura pensione ma le caratteristiche e la normativa fiscale di ciascuna sono notevolmente differenti.

E allora? Non possiamo affermare che una scelta sia migliore di un’altra se prima non si conoscono le aspettative e i bisogni di ciascun cliente. Ecco che allora diventa sempre più importante e necessaria la professionalità dell’operatore che sappia indirizzare il cliente verso la soluzione più idonea e coerente.

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