Contributi versati in Gestioni diverse: evoluzione normativa e cosa cambia dal 2017

Poter sommare i diversi periodi contributivi versati in Gestioni pensionistiche diverse, al fine di maturare il diritto alla pensione è sempre stata un’esigenza avvertita dal lavoratore.

La materia si è evoluta nel corso degli anni sino ad arrivare ai giorni nostri, vediamo le tappe principali:

  1. legge n. 322 del 1958: trasferimento gratuito dei contributi (costituzione della posizione contributiva) versati nelle gestioni per i dipendenti pubblici (CTPS, CPDEL, CPUG, CPI, CPS) presso il Fondo pensione dei lavoratoti dipendenti INPS. Possibilità abolita dal 31 luglio 2010 e riammessa, per alcuni lavoratori, dal 1° gennaio 2013;
  2. legge n. 29 del 1979: possibilità di ricongiungere i contributi versati in diverse gestioni (INPDAP e INPS) presso un’unica gestione al fine di ottenere un’unica pensione. L’operazione era gratuita per i lavoratori dipendenti e a pagamento per quelli autonomi sebbene con uno “sconto” del 50%. Ne sono stati esclusi gli iscritti alla Gestione Separata INPS e gli agenti di commercio iscritti all’ENASARCO. Dal 31 luglio 2010 è divenuta onerosa per tutti i lavoratori, sia per i dipendenti che per gli autonomi;
  3. legge n. 45 del 1990: ha disciplinato la ricongiunzione a favore dei liberi professionisti iscritti alle relative Casse. L’operazione è sempre onerosa;
  4. D.lgs. n. 42 del 2006: ha consentito a qualsiasi lavoratore (dipendente, autonomo, libero professionista, iscritto alla Gestione Separata INPS) di poter “cumulare” gratuitamente i diversi periodi contributivi al fine di maturare il diritto alla pensione, composta dalla somma di diversi “spezzoni”, anche se da un punto di vista pratico l’assegno (unico) viene corrisposto dall’INPS. Questa possibilità si chiama “totalizzazione” e ha la particolarità di calcolare l’assegno esclusivamente con il sistema contributivo (a differenza delle precedenti possibilità);
  5. legge di stabilità per il 2013: ripristina la possibilità della “costituzione della posizione contributiva” (punto A) ex legge 322/1958; introduce la possibilità del “cumulo gratuito” per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia, inabilità e superstiti indiretta. Il cumulo gratuito esclude gli iscritti sale Casse dei liberi professionisti ed è possibile a condizione che il lavoratore non sia già titolare di pensione e non abbia maturato i requisiti per il diritto alla pensione in una delle gestioni interessate. Ancora, la facoltà deve riguardare per intero tutti i periodi contributivi coinvolti nelle gestioni interessate. La pensione è unica quale somma di tanti spezzoni e le regole di calcolo sono in funzione degli anni di contribuzione e della normativa vigente in ciascuna gestione (retributivo, contributivo).

Le novità a partire dal 2017

Dal 1° gennaio 2017 la possibilità di cumulare gratuitamente i periodi contributivi (punto E) prevede alcune importanti novità, introdotte dalla legge di stabilità per il 2017:

  • abolizione della condizione dell’assenza del requisito per l’accesso alla pensione per avvalersi del cumulo;
  • possibilità di utilizzare il cumulo gratuito anche per il diritto alla pensione anticipata;
  • estensione ai liberi professionisti iscritti a Casse di previdenza privatizzate.

Il nuovo cumulo potrà risultare conveniente anche per coloro che avessero fatto ricorso alla ricongiunzione/totalizzazione essendo prevista la possibilità di “fare marcia indietro” consentendo loro il recesso e riconosciuto il rimborso di quanto eventualmente già versato (ricongiunzione). La richiesta deve essere fatta entro il termine di un anno dall’entrata in vigore della Legge di Stabilità 2017 (1° gennaio 2018).

Lo staff di Infoprevidenza augura un Buon Anno e un arrivederci nel 2017 con importanti novità.

 

 

 

 

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